Attentato di Christchurch: ergastolo senza condizionale a Brenton Tarrant

Pubblicato il 27 agosto 2020 alle 12:09 in Nuova Zelanda

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Un giudice neozelandese ha condannato il suprematista bianco, Brenton Tarrant, all’ergastolo senza condizionale per aver ucciso 51 fedeli musulmani riuniti per la preghiera nella città di Christchurch, il 15 marzo 2019. 

Il giudice dell’Alta Corte di Christchurch, Cameron Mander, ha riferito che Tarrant non ha mostrato alcun segno di rimorso e che non importa quanto tempo trascorrerà in prigione, poiché sarebbe stato abbastanza per espiare i suoi crimini. “Per quanto posso valutare, sei privo di empatia per le tue vittime”, ha sottolineato il giudice. Un tribunale in Nuova Zelanda non aveva mai emesso una condanna così dura. Prima di Tarrant, William Bell stava scontando la pena più lunga nel Paese per aver ucciso 3 persone: 30 anni senza condizionale.

Tarrant, un australiano di 29 anni, ha ricevuto 51 accuse di omicidio, 40 per tentato omicidio e un’accusa di aver commesso un atto terroristico in due moschee di Christchurch. L’uomo ha trasmesso in diretta su Facebook le sparatorie. Ha prima preso d’assalto la moschea Al Noor con armi semiautomatiche, sparando indiscriminatamente ai musulmani riuniti per la preghiera del venerdì, mentre filmava il suo massacro da una telecamera montata sulla testa e faceva suonare da una cassa un inno serbo contro i musulmani. Ha ucciso 44 persone ad Al Noor, il più giovane era un bambino di tre anni. L’uomo ha poi attaccato una seconda moschea nel vicino sobborgo di Linwood, uccidendo altre 7 persone.

Il giudice Mander, prima di emettere la sentenza, ha chiesto a Tarrant se aveva qualche commento. Vestito con abiti grigi da prigione e circondato da guardie, l’uomo ha annuito quando gli è stato chiesto se fosse consapevole di avere il diritto di presentare osservazioni, ma non ha parlato. “Oggi le procedure legali per questo crimine odioso sono state concluse, ma nessuna punizione riporterà indietro i nostri cari ”, ha dichiarato Gamal Fouda, l’imam della moschea Al Noor. “Gli estremisti sono tutti uguali. Sia che usino la religione, il nazionalismo o qualsiasi altra ideologia. Tutti gli estremisti rappresentano l’odio. Ma oggi siamo qui. Rispettiamo l’amore, la compassione, le persone musulmane e non musulmane di fede e senza fede”, ha aggiunto.

I pubblici ministeri hanno riferito che Tarrant aveva accumulato più di 7.000 colpi di munizioni per l’attacco e voleva creare paura in coloro che descriveva come “invasori”. L’uomo aveva pianificato attentamente gli attacchi per provocare il numero massimo di vittime. “L’odio che sta alla base della tua ostilità verso particolari membri della comunità che sei venuto in questo paese per uccidere non ha posto qui – non ha posto da nessuna parte”, ha dichiarato il giudice Mander. Il primo ministro Jacinda Ardern ha riferito di essere sollevata dal fatto che “quella persona non vedrà mai la luce del giorno”. “Il trauma del 15 marzo non si rimargina facilmente, ma oggi spero sia l’ultima volta in cui abbiamo motivo di sentire o pronunciare il nome del terrorista che c’è dietro. La sua merita di essere una vita di silenzio completo e assoluto”, ha aggiunto.

Questa settimana più di 90 sopravvissuti e famiglie delle vittime hanno rilasciato dichiarazioni in tribunale e hanno chiesto la condanna a vita senza condizionale per Tarrant. Molti si sono riuniti il 27 agosto dentro e fuori il tribunale per ascoltare la sentenza. “È un sollievo. Non siamo in un Paese in cui possiamo aspettarci la pena di morte. Ma hanno fatto giustizia”, ha detto Hina Amir, 34 anni, che era fuori dalla moschea di Al Noor quando Tarrant ha cominciato a sparare ed è sopravvissuta a una pioggia di proiettili nella sua auto con suo marito, Amir Daud. 

Il crimine ha ricevuto ampia attenzione in tutto il mondo musulmano e il ministero degli Esteri turco, il 27 agosto, ha osservato “con piacere” che la sentenza più dura possibile era stata applicata per l’attacco che aveva ucciso, tra gli altri, un cittadino turco e ne aveva feriti altri due. “Il verdetto ha ricordato ancora una volta al mondo la necessità per la comunità internazionale di lottare insieme contro tutti gli atti e le ideologie basate su islamofobia, xenofobia, razzismo e odio”, ha affermato il ministro. Tarrant non si è opposto alla richiesta dell’accusa di una condanna a vita senza condizionale. In una precedente occasione, l’uomo aveva affermato di non essere razzista o xenofobo, secondo quanto ha riferito il giudice. Piuttosto, Tarrant aveva dichiarato di sentirsi ostracizzato e di aver voluto danneggiare la società e di aver agito in base a convinzioni deliranti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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