Afghanistan: scontro tra forze armate e talebani, 4 civili deceduti

Pubblicato il 27 agosto 2020 alle 13:26 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno causato la morte di 4 civili durante una serie di scontri con le forze afghane, nella provincia centrale di Parwan, già colpita dalle inondazioni che hanno ucciso oltre 150 persone. 

Gli scontri tra le forze afghane e talebane hanno avuto luogo a Bagram, che si trova nella provincia di Parwan e ospita la più grande base militare statunitense. Il portavoce dei talebani non è stato immediatamente disponibile per confermare le ultime violenze in un momento in cui i colloqui di pace tra le parti dovrebbero iniziare, nelle prossime settimane. Intanto, la provincia è alle prese con le innondazioni. Il 26 agosto, Safiullah Warasta, capo del Dipartimento di Sanità Pubblica di Parwan, ha riferito: “Finora oltre 100 feriti sono stati trasferiti in ospedale, tra i quali 5 erano in condizioni critiche e sono stati trasferiti a Kabul per ulteriori cure”. Secondo i funzionari locali, la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. Funzionari locali di Parwan hanno detto che l’inondazione è avvenuta intorno alle 3:00 del mattino, ora locale. 

Intanto, l’Afghanistan continua ad essere scosso dalle violenze. Almeno 4 persone sono morte a causa dell’esplosione di un’autobomba che ha colpito un complesso delle forze armate afghane, il 25 agosto, nella provincia settentrionale di Balkh. Lo stesso giorno, 8 soldati sono deceduti nella provincia centrale di Ghowr, per un attacco dei talebani. Nonostante gli scontri quasi quotidiani, procedono anche gli sforzi diplomatici internazionaliUna delegazione talebana di 6 membri, guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, ha incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, il 26 agosto e ha discusso i recenti progressi nel processo di pace afghano. Il Ministero degli Affari esteri pakistano ha riferito che i talebani hanno informato Qureshi sull’ultima attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti. Da parte sua, Qureshi ha discusso del processo di pace afghano e delle potenziali minacce alla sua attuazione. Il ministro ha sottolineato gli sforzi del Pakistan per garantire una pace e una stabilità durature nella regione. 

La visita della delegazione talebana in Pakistan ha suscitato reazioni da parte del governo afghano. Il ministero degli Esteri afghano ha dichiarato che la questione della politica del Pakistan sulle sanzioni delle Nazioni Unite contro i talebani dovrebbe essere rivista. Islamabad ha chiesto il pieno rispetto delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro i talebani afgani e i gruppi associati all’organizzazione. La lista nera dell’Onu comprende il mullah Abdul Ghani Baradar, capo dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, che ha negoziato l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo ha firmato, il 29 febbraio a Doha. Tuttavia, fonti vicine ai talebani hanno riferito che i membri del gruppo hanno il permesso di viaggiare per il proseguimento dei colloqui di pace.

Nonostante i progressi diplomatici, il Paese si trova ancora in una situazione instabile, che dura ormai da decenni. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, in quanto era stato da lì che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti ed era lì che si nascondeva il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo anni di scontri e progressi diplomatici, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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