Vertice tra Iraq, Egitto e Giordania: al centro sicurezza e coronavirus

Pubblicato il 26 agosto 2020 alle 17:14 in Egitto Giordania Iraq

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Un vertice tra Iraq, Giordania ed Egitto, tenutosi il 25 agosto ad Amman, si è concluso con la promessa di rafforzare ulteriormente la cooperazione economica e gli sforzi in materia di sicurezza tra i tre Paesi. Le parti condividono i timori nei confronti della crescita dei gruppi estremisti e della minaccia rappresentata dalla pandemia di coronavirus. L’incontro ha riunito il re giordano Abdullah II, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi e il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi.

“La regione non ha bisogno di guerre, ma di vera stabilità”, ha detto Kadhimi davanti ai leader regionali e alle delegazioni riunite per il vertice. Levento è stato il terzo di questo tipo tra Egitto, Giordania ed Iraq dal marzo 2019. I precedenti incontri si erano focalizzati principalmente sul commercio, sulle infrastrutture e, anche allora, sulla sicurezza contro linsorgenza dei gruppi estremisti. Il vertice di Amman, tuttavia, è stato il primo per Kadhimi, che è stato nominato primo ministro iracheno il 7 maggio 2020. L’Iraq, in particolare, ha presentato un rappresentante diverso a ciascuno dei tre incontri. Al vertice tripartito del marzo 2019, tenutosi al Cairo, era stato invitato lex primo ministro Adel Abdel Mahdi, che aveva parlato dell’importanza della lotta al terrorismo in tutte le sue forme. L’incontro era avvenuto poco dopo gli attacchi contro le due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Al secondo vertice, invece, tenutosi nel settembre 2019 a New York, si era recato, in qualità di rappresentante di Baghdad, il presidente Barham Salih. In tale occasione, i leader si erano impegnati a sostenere gli sforzi di ricostruzione dell’Iraq e il rimpatrio degli sfollati interni nelle aree liberate dallo Stato Islamico. I tre avevano anche affermato il loro sostegno alla causa palestinese e avevano concluso lincontro firmando un accordo volto a contrastare tutte le iniziative esterne che potessero destabilizzare il mondo arabo.

La riunione del 25 agosto si colloca in un momento delicato per lIraq, dove le preoccupazioni per la sicurezza coinvolgono soprattutto la città di Bassora. Alcuni attacchi contro i manifestanti anti-corruzione e gli attivisti anti-governativi hanno costretto Kadhimi a licenziare il capo della polizia di Bassora e altri funzionari della sicurezza, la scorsa settimana, portando allavvio di indagini federali sulle morti. In più, i crescenti timori dovuti allepidemia di coronavirus hanno quasi minacciato di bloccare la partecipazione irachena al vertice. Kadhimi è stato accompagnato ad Amman da una delegazione di suoi funzionari, compresi i ministri del Petrolio e del Commercio. Tuttavia, lincontro ha rischiato di saltare quando è stata diffusa la notizia che il ministro delle Telecomunicazioni iracheno era risultato positivo al coronavirus. Alla fine, il vertice si è svolto lo stesso, ma le dimensioni delle delegazioni e gli orari delle riunioni sono stati limitati come misura precauzionale.

La cooperazione economica durante il periodo della pandemia di coronavirus è stato uno dei maggiori punti di discussione per i leader di Iraq, Egitto e Giordania. Questultima è stata la prima nella regione a imporre un rigoroso isolamento per far fronte alla pandemia, ma le restrizioni hanno seriamente ostacolato l’economia nazionale. La maggior parte delle aziende ha riaperto a giugno, tuttavia i salari dei dipendenti sono stati notevolmente ridotti. Il ministro giordano delle Finanze, Mohamad al-Ississ, ha affermato che l’impatto del virus sull’economia locale è stato “profondo”.

I leader hanno pertanto incaricato i ministri degli Esteri di fissare una data futura per un nuovo vertice e proseguire il loro dialogo trilaterale. Per aumentare la cooperazione economica, ogni Paese ha deciso di tenere un forum sul business a margine della prossima riunione, che coinvolgerà soprattutto i ministri del Commercio e dell’Industria. Il re giordano ha infine osservato che la sicurezza alimentare della regione potrebbe essere la nuova maggiore sfida del 2021.

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Chiara Gentili

di Redazione

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