Talebani incontrano il ministro degli Esteri pakistano

Pubblicato il 26 agosto 2020 alle 17:01 in Afghanistan Pakistan

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Una delegazione talebana di 6 membri, guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, ha incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, e ha discusso i recenti progressi nel processo di pace afghano.

Gli altri membri della delegazione sono Khairullah Khairkhwah, Mohammad Nabi Omari, Shahabuddin Delawar, Abdul Latif Mansour e Qari din Mohammad. Il Ministero degli Affari esteri pakistano ha riferito che i talebani hanno informato Qureshi sull’ultima attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti. Da parte sua, Qureshi ha discusso del processo di pace afghano e delle potenziali minacce alla sua attuazione. Il ministro ha sottolineato gli sforzi del Pakistan per garantire una pace e una stabilità durature nella regione. 

La visita della delegazione talebana in Pakistan ha suscitato reazioni da parte del governo afghano. Il ministero degli Esteri afghano ha dichiarato che la questione della politica del Pakistan sulle sanzioni delle Nazioni Unite contro i talebani dovrebbe essere rivista. Islamabad ha chiesto il pieno rispetto delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro i talebani afgani e i gruppi associati all’organizzazione. La lista nera dell’Onu comprende il mullah Abdul Ghani Baradar, capo dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, che ha negoziato l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo ha firmato, il 29 febbraio a Doha. Tuttavia, fonti vicine ai talebani hanno riferito che i membri del gruppo hanno il permesso di viaggiare per il proseguimento dei colloqui di pace.

La visita in Pakistan arriva mentre le prospettive per i negoziati intra-afghani a Doha affrontano due ostacoli: il rilascio di 22 commando afghani e piloti dell’Air Force da parte dei talebani e l’opposizione di alcuni Paesi stranieri, come l’Australia e la Francia, al rilascio di 6 prigionieri talebani di “alto valore” per il gruppo. Intanto, l’Afghanistan continua ad essere scosso dalle violenze. Almeno 4 persone sono morte a causa dell’esplosione di un’autobomba che ha colpito un complesso delle forze armate afghane, il 25 agosto, nella provincia settentrionale di Balkh. Lo stesso giorno, 8 soldati sono deceduti nella provincia centrale di Ghowr, per un attacco dei talebani. 

Nonostante i progressi diplomatici, il Paese si trova ancora in una situazione instabile, che dura ormai da decenni. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, in quanto era stato da lì che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti ed era lì che si nascondeva il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani.In totale sono stati 2.300 i soldati statunitensi che hanno perso la vita in Afghanistan e 20.000 quelli feriti.

Infine, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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