Russia: fino al 75% di tutti gli attacchi informatici sono condotti dagli USA

Pubblicato il 26 agosto 2020 alle 6:22 in Russia USA e Canada

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“Gli Stati Uniti e i suoi alleati stanno intensificando le attività d’intelligence e le azioni distruttive nel cyberspazio di altri paesi, il che si traduce in forti tensioni nelle relazioni internazionali”, è quanto afferma il vice segretario del Consiglio di sicurezza russo Oleg Khramov.

“Nel tentativo di garantirsi il dominio del mondo, gli Stati Uniti e i suoi alleati, da un lato, stanno intensificando gli sforzi per svolgere attività di intelligence e distruttive nello spazio informatico di altri paesi, e dall’altro dichiarano Russia, Cina, Nord Corea e Iran come le principali fonti di minacce informatiche”, ha affermato Khramov in un’intervista con il quotidiano russo Argumenty i Fakty.

“Così, Washington sta deliberatamente formando un ‘quadro mediatico’, che è progettato per giustificare agli occhi del pubblico mondiale qualsiasi azione successiva, anche militare, in relazione ai rivali geopolitici”, prosegue il vice segretario.

Secondo Khramov, il risultato del “confronto artificiosamente intensificato nella sfera dell’informazione” è la tensione nelle relazioni internazionali, le sanzioni, che si traducono in un rallentamento dello sviluppo dell’economia mondiale, nonché nell’erosione della fiducia nel processo di digitalizzazione in generale.

“In tali condizioni, non si dovrebbe essere sorpresi dalla decisione di molti paesi di voler raggiungere l’autosufficienza digitale, la quale deriva direttamente dalla necessità di garantire la sovranità statale nell’era digitale”, ha dichiarato.

Gli Stati Uniti, secondo il vice segretario del Consiglio di sicurezza, sarebbero dunque i responsabili della maggior parte degli attacchi informatici nel mondo. “Gli americani sono i leader indiscussi nelle statistiche sulle attività dannose con un margine significativo: dal 2016 al 2019 sono stati responsabili di circa il 75% degli attacchi“, ha affermato. Le statistiche assegnano invece alla Russia un valore compreso tra il 2% e il 7%”.

“Questi dati, non pubblicizzati in Occidente, ma di pubblico dominio, dimostrano chiaramente a qualsiasi persona sana di mente l’incoerenza della tesi sulla minaccia russa nel cyberspazio. […] L’atteggiamento degli Stati Uniti, dimostrato dai numerosi attacchi informatici condotti, richiede dunque alla Russia l’adozione di speciali misure protettive”, ha concluso Khramov.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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