Maas in Grecia e in Turchia: la Germania cerca una soluzione per il Mediterraneo orientale

Pubblicato il 26 agosto 2020 alle 10:43 in Germania Grecia Turchia

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Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha lanciato un appello per cercare di allentare la tensione nel Mediterraneo orientale, avvertendo che “una nuova scintilla tra Grecia e Turchia potrebbe comportare un disastro”. Nonostante due rapide visite separate di Maas, avvenute martedì 25 agosto in entrambi i Paesi, non abbiano portato alla conclusione di accordi concreti, il funzionario tedesco ha assicurato che c’è ancora disponibilità al dialogo sia da parte di Ankara che da parte di Atene, dal momento che nessuno intende risolvere la controversia con mezzi militari.

“Ho sentito da tutte le parti che la disponibilità al dialogo esiste ed è per questo che la consideriamo realizzabile”, ha dichiarato Maas durante una conferenza stampa ad Ankara con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, subito dopo aver visitato la Grecia. Poco prima, a seguito dellincontro di Atene con il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, il funzionario di Berlino aveva precisato che “la situazione attuale nel Mediterraneo orientale sembra essere incandescente e che qualsiasi scintilla, per quanto piccola, potrebbe portare a un disastro”. “Nessuno ha interesse che questo succeda e certamente nessuno è interessato a uno scontro militare tra partner della NATO e Paesi vicini”, aveva aggiunto Maas.

Sia la Turchia che la Grecia hanno annunciato, martedì 25 agosto, esercitazioni militari in diverse sezioni dellarea tra Creta e Cipro, dove attualmente opera la nave da ricerca sismica turca, Oruc Reis, impegnata in attività di esplorazione e perforazione di idrocarburi. Atene sostiene che limbarcazione si trovi nella sua piattaforma continentale, dove la Grecia possiederebbe diritti esclusivi su potenziali giacimenti sottomarini di gas e petrolio. Anche Ankara, tuttavia, rivendica la sua sovranità su quelle aree, attribuendosi il diritto di condurre trivellazioni per la ricerca di idrocarburi.

Ad Atene, Maas ha affermato che Berlino porta avanti due posizioni. La prima è chela Germania e l’intera Unione Europea sostengono e offrono la loro piena solidarietà alla Grecia, la seconda, altrettanto importante, è che ciò di cui ora cè assolutamente bisogno è un segnale di allentamento e disponibilità al dialogo”. Da parte sua, dopo lincontro di Ankara, Cavusoglu ha sottolineato che, secondo la Turchia, la Grecia dovrebbe abbandonare il suo “approccio massimalista” e limposizione di pre-condizioni per l’inizio del dialogo, specificando che l’UE dovrebbe agire come un mediatore “onesto e obiettivo”. “Siamo aperti a colloqui senza pre-condizioni”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco ai giornalisti.

Dendias, nel frattempo, ha accusato la Turchia di portare avanti iniziative provocatorie e di mostrare un approccio “neo-ottomano”. Il funzionario greco ha assicurato che linteresse primario di Atene è quello di proteggere i suoi diritti contro le minacce della Turchia. “Mentre parliamo, Ankara continua ad agire illegalmente, ad intensificare le sue attività e a provocare”, ha affermato Dendias. “Invece di una riduzione dell’escalation, stiamo assistendo a nuove provocazioni. Stiamo assistendo al tentativo di portare avanti obiettivi espansionistici contro vicini e alleati”, ha aggiunto.

Le visite di Maas sono arrivate poco dopo che la Grecia aveva dichiarato di aver iniziato un’esercitazione della Marina e dell’Aeronautica militare a Sud-Est di Creta e a Sud dell’isola greca di Kastellorizo. Il Ministero della Difesa turco aveva twittato, poco dopo, anche due fregate turche e un cacciatorpediniere italiano avevano condotto un addestramento nel Mediterraneo orientale, martedì 25 agosto, “per migliorare il coordinamento e l’operabilità reciproca”. Un funzionario turco ha specificato al quotidiano Al Jazeera che lesercitazione sarebbe durata solo poche ore. Ad aggiungersi al groviglio di iniziative sovrapposte per la sicurezza del Mediterraneo orientale, il ministero della Difesa di Cipro ha specificato che aerei da guerra e navi della marina di Francia, Italia, Grecia e Cipro terranno esercitazioni militari aeree e marittime al largo dellisola a partire da oggi, mercoledì 26 agosto. Parigi e Atene schiereranno sia aerei che navi da guerra, mentre Cipro attiverà il suo sistema di difesa aerea per testare le proprie capacità.

“Una soluzione vincolante e pacifica per le controversie nel Mediterraneo orientale sarà possibile solo attraverso colloqui diretti tra la Grecia e la Turchia”, ha dichiarato Maas. “È chiaro che tali colloqui possono aver luogo e successo solo in un ambiente costruttivo e, per questo, tutte le attività distruttive devono essere terminate e le provocazioni devono cessare nel tempo che ci attende”, ha aggiunto.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

La disputa tra Ankara e Atene si è intensificata dopo che la Grecia ha firmato, il 6 agosto, un accordo con l’Egitto per la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive. Il patto si pone in netto contrasto con gli obiettivi di Ankara nella regione. Il 27 novembre 2019, la Turchia aveva firmato un accordo simile con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. Pertanto, il leader di Ankara ha definito “senza valore” il patto tra Grecia ed Egitto e ha ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione è quello tra la Turchia e il governo libico. Della stessa opinione è il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale ha affermato, in una nota, che la zona inclusa nell’accordo greco-egiziano rientra nell’area della piattaforma continentale della Turchia.

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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