Kim presenzia ad una riunione del Partito dei lavoratori di Corea

Pubblicato il 26 agosto 2020 alle 14:59 in Asia Corea del Nord

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Il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, ha presenziato ad un incontro dell’Ufficio politico del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Nord-coreana KCNA il 26 agosto, smentendo i timori e i dubbi circolati sulla sua salute negli ultimi giorni. Durante l’incontro, Kim ha messo in guardia i politici Nord-coreani sui pericoli a cui è esposto il Paese a causa della pandemia di coronavirus e del tifone Bavi, che sta raggiungendo la Corea del Nord.

Kim ha affermato l’esistenza di carenze nella risposta all’epidemia del Paese, senza però fornire dettagli a riguardo. Al momento, la Corea del Nord non ha ancora confermato alcun caso di coronavirus all’interno dei propri confini, innescando più dubbi sulla veridicità di quanto dichiarato. Le perplessità di molti nascono da più osservazioni, tra le quali vi è la posizione geografica del Paese, il cui confine meridionale tocca la Corea del Sud, dove ad oggi, stando ai dati della Johns Hopkins University, i contagi totali sono stati 18.265 e i decessi 312. A Nord, invece, la Corea del Nord confina con la Cina, il Paese da cui si è originato il coronavirus e che conta un totale di 89.777 casi confermati e 4.712 decessi. A tal proposito, però, a gennaio, la Corea del Nord aveva da subito chiuso i confini con la Cina non appena erano stati dichiarati i primi casi e il governo aveva adottato rigide misure di controllo e quarantena.

Lo scorso 26 luglio, era stato dichiarato lo stato d’emergenza nella città di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, in seguito all’individuazione di un primo possibile caso di positività, riscontrato in una persona tornata dalla Corea del Sud, il precedente 19 luglio, dopo aver attraversato che illegalmente il confine tra i due Paesi.  Lo scorso 13 agosto, però, le misure di allerta a Kaesong erano state revocate, in quanto i test condotti sul caso sospetto sarebbero risultati negativi. La diffusione incontrollata dell’epidemia nel Paese potrebbe avere effetti devastanti a causa dei limitati mezzi economici e sanitari di cui dispone la Corea del Nord.

Oltre al coronavirus, anche l’appropinquarsi del tifone Bavi potrebbe rappresentare un grave rischio per i 25 milioni di Nord-coreani che, all’inizio di agosto, erano già stati colpiti da pesanti piogge che avevano distrutto 39.296 ettari di campi coltivati, danneggiato circa 16.000 abitazioni e 630 edifici pubblici e colpito reti di comunicazione e infrastrutture. Nell’incontro dell’Ufficio politico del WPK sono state discusse misure d’emergenza per prevenire danni alle coltivazioni a causa del tifone in arrivo.

Durante la riunione è stato anche deciso che nel 2021 sarà organizzato un congresso per delineare un nuovo piano quinquennale, visti i ritardi nel migliorare l’economia nazionale e gli standard di vita della popolazione. Nel 2019, in più occasioni, Kim aveva promesso al proprio Paese la costruzione di un’economia autosufficiente e capace di far fronte alle sanzioni ma, secondo più esperti, la crisi del coronavirus  potrebbe aver danneggiato irreparabilmente alcuni degli obiettivi economici del leader Nord-coreano, impedendogli di mobilitare la popolazione e di aver accesso al suo maggior alleato, la Cina.

La partecipazione di Kim alla riunione del WPK ha scacciato i dubbi montati negli ultimi giorni riguardo la sua salute, suscitati, in larga parte, dal fatto che il capo di Stato Nord-coreano avesse conferito alla sorella, Kim Yo Jong, e ad altri alti funzionari a lui vicini importanti poteri. In particolare, il 25 agosto, il ministro della Difesa della Corea del Sud, Jeong Kyeong-doo, aveva affermato che Kim Yo Jong sarebbe stata messa a capo del Dipartimento di organizzazione e guida del WPK, assumendo uno dei ruoli più importanti nella politica Nord-coreana, e che le siano state affidate la gestione delle relazioni di Pyongyang con Seoul e Washington. Oltre a questo, il diplomatico Sud-coreano Chang Song-min, un assistente dell’ex-presidente di Seoul, Kim Dae-jung, aveva poi rivelato ai media Sud-coreani che Kim Yong Un sarebbe stato in coma e, che, per tale ragione, la sorella avrebbe assunto sempre più poteri.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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