Yemen: consultazioni per il nuovo governo, la Fratellanza prosegue i propri piani

Pubblicato il 25 agosto 2020 alle 11:27 in Qatar Yemen

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Lo Yemen è alle prese con le consultazioni volte alla formazione di un nuovo esecutivo che soddisfi anche i gruppi secessionisti del Consiglio di Transizione Meridionale (STC). La Fratellanza Musulmana, sostenuta dall’asse Doha-Ankara, nel frattempo, sembra alimentare le tensioni nei territori meridionali liberati.

Le consultazioni avviate dal premier designato, Moein Abdul Malik, fanno seguito all’accordo raggiunto il 29 luglio, quando i gruppi separatisti del Sud si sono detti pronti a porre fine alle tensioni nei territori meridionali e ad unirsi agli sforzi profusi dalla coalizione a guida saudita per contrastare i ribelli sciiti Houthi, oltre che ad aderire all’accordo di Riad, siglato il 5 novembre 2019. Oltre ad agire a livello politico, le forze separatiste, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti (UAE), dovranno abbandonare le postazioni precedentemente occupate ad Aden, capitale provvisoria del governo, e nel governatorato di Abyan.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, proprio la capitale provvisoria Aden, nella sera del 23 agosto, è stata testimone di violenti scontri tra le forze di sicurezza locali e gruppi armati, dopo che questi ultimi hanno attaccato una pattuglia della cosiddetta “cintura di sicurezza”. A detta del quotidiano, l’episodio è da inserirsi in un quadro di tensioni diffuse nella capitale ad interim, a seguito della tregua e dei relativi accordi. Stando a una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento per la sicurezza di Aden, gli scontri si sono verificati dopo che le forze “di emergenza” hanno lanciato una campagna che prevede l’istituzione di posti di blocco temporanei e pattuglie notturne, volte a preservare la sicurezza e la stabilità dell’area. L’attacco, a detta del Dipartimento, è stato condotto da uomini armati di identità sconosciuta che, dopo essere stati inseguiti, si sono barricati all’interno delle proprie abitazioni.

Gli scontri avvenuti ad Aden, riferisce al-Arab, si sono verificati in concomitanza con altri episodi di tensione presso il governatorato di Abyan e Taiz, dove le forze del STC si sono trovate ad affrontare gruppi affiliati alla Fratellanza Musulmana, sostenuti dal Qatar e dalla Turchia. Diverse fonti hanno parlato di una campagna di persecuzioni, torture e arresti perpetrata da gruppi sostenuti dal Qatar, e legati all’asse militare di Taiz, dominato dal partito Islah, anch’esso affiliato alla Fratellanza. A detta delle fonti, tali fazioni hanno istituito delle vere e proprie postazioni, da cui hanno iniziato a saccheggiare armamenti appartenenti alla 35esima Brigata e ad arrestare decine di ufficiali e membri. A capo di tali gruppi armati vi sarebbe un leader dei Fratelli Musulmani.

La cosiddetta “Corrente di Doha” e al-Islah sono due partiti con rappresentanti membri del governo yemenita legittimo. Tuttavia, al-Arab ha più volte sottolineato come questi siano promotori di un progetto delineato dall’asse turco-qatariota, il cui obiettivo è creare un blocco “anti-legittimità”, ovvero in opposizione all’esecutivo riconosciuto a livello internazionale e alla coalizione internazionale a guida saudita, così da poter assumere il controllo della costa occidentale e di alcuni governatorati yemeniti.

A tal proposito, il quotidiano ha rivelato che la Corrente di Doha e la Fratellanza hanno continuato, negli ultimi giorni, ad esercitare un peso sia politico sia militare a Taiz, per poi proseguire con le fasi successive del piano. In particolare, grazie al sostegno di brigate affiliate alla Fratellanza, le ultime tensioni sembrano essersi spostate dal porto di Mokha e dal governatorato di Lahj alla regione di Tur al-Baha. Fonti anonime hanno messo in evidenza una convergenza di obiettivi tra la Fratellanza e i ribelli sciiti Houthi, che consente loro di esercitare pressione sulle forze legittime e del Consiglio di Transizione Meridionale su più fronti. Anche ad Hadramawut, si pensa che le manifestazioni organizzate il 24 agosto siano state promosse da componenti filo-Fratellanza.

Si tratta di territori caratterizzati da un clima ostile al ruolo saudita in Yemen, dove l’asse Doha-Ankara non avrebbe difficoltà a mettere in luce i difetti della coalizione guidata da Riad. A tal proposito, secondo alcuni analisti, le operazioni del Qatar in Yemen fungono da ponte per la Turchia, così che questa possa intervenire nel Paese sulla base di un tacito accordo, stipulato con i “delegati di Teheran”, che le consentirebbe di controllare le province meridionali proprio grazie all’aiuto di esponenti della Fratellanza infiltrati nel governo yemenita, membri della “Corrente di Doha” e del partito “al-Islah”.

L’obiettivo dell’asse Qatar- Turchia- Iran è formare una vasta coalizione che includa i Fratelli Musulmani, gli Houthi, un gruppo filo-iraniano meridionale guidato da Hassan Ba’oom, leader di un gruppo politico nello Yemen meridionale, e alcuni leader del partito del Congresso del Popolo Generale, fedeli ai ribelli Houthi. Tale alleanza includerebbe, poi, un certo numero di leader del governo yemenita che sono stati accusati di “opportunismo politico”, come il ministro degli interni, Ahmed al-Misri, l’ex ministro dei trasporti, Saleh al-Jabwani, e il vicepresidente del Parlamento, Abdul Aziz Jabbari, oltre ad alcuni consiglieri che hanno recentemente espresso opposizione nei confronti dell’alleanza araba e hanno chiesto un riavvicinamento con le milizie Houthi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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