Kirghizistan estrada giornalista in Uzbekistan: preoccupazione per la libertà di stampa

Pubblicato il 25 agosto 2020 alle 6:25 in Kirghizistan Uzbekistan

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Il Kirghizistan ha acconsentito a una richiesta di estradizione dall’Uzbekistan e il 22 agosto ha consegnato al Paese vicino il giornalista Bobomurod Abdullayev, precedentemente condannato a Tashkent con l’accusa di sedizione per i suoi scritti.

Il Comitato statale kirghiso per la sicurezza nazionale, o GKNB, ha affermato di aver ricevuto assicurazioni dai partner uzbeki che Abdullayev non sarebbe stato maltrattato. Il giornalista ha riferito di essere stato sottoposto a torture fisiche e torture dopo il suo arresto nel settembre 2017.

Il caso sta suscitando profonda preoccupazione tra gli attivisti per i diritti umani e per la libertà di stampa, che considerano l’estradizione di Abdullayev sintomo di un significativo regresso da parte del governo dell’Uzbekistan, il cui impegno a promuovere le libertà democratiche appare sempre meno solido.

Abdullayev, 47 anni, è stato arrestato a Bishkek dalla GKNB il 9 agosto. Il giorno seguente, un tribunale della capitale kirghisa ha ordinato che rimanesse in custodia fino all’8 settembre, in attesa delle procedure di estradizione. I rappresentanti legali del giornalista affermano che è accusato in Uzbekistan di reati non specificati contro il presidente e di aver tentato di minare l’ordine costituzionale del Paese. Le condanne potrebbero portare a pene detentive fino a 20 anni.

L’estradizione è avvenuta in breve tempo nonostante gli appelli di una serie di gruppi per i diritti umani e anche del governo degli Stati Uniti.

“La libertà di parola e di movimento sono diritti umani fondamentali, essenziali per qualsiasi democrazia funzionante. Esortiamo l’Uzbekistan e la Repubblica del Kirghizistan a mantenere i loro impegni, difendere questi diritti per il giornalista uzbeko Bobomurod Abdullayev ” – ha twittato il Dipartimento di Stato americano il 13 agosto.

Le autorità kirghise non solo hanno ignorato l’appello, ma gli avvocati di Abdullayev affermano che abbiano violato i suoi diritti legali fondamentali. Gli avvocati hanno presentato una denuncia all’ufficio del procuratore generale contro il personale del centro di detenzione della GKNB per il fatto che non erano stati autorizzati a incontrare il loro cliente. Il motivo addotto era che Abdullayev era stato messo in quarantena per due settimane in connessione con l’epidemia di COVID-19 in corso.

Sembra che le accuse contro il giornalista possano derivare dai suoi scritti per un canale Telegram chiamato Qora Mergan, che ha 3.000 abbonati e presenta articoli critici sul presidente Shavkat Mirziyoyev e sulle sue politiche. Abdullayev avrebbe inoltre collaborato con un sito web con sede in Canada con contenuti simili. Il giornalista nega di essere lo scrittore di tali articoli. 

L’avvocato per i diritti Muzaffar Suleymanov ha affermato che anche se il giornalista fosse responsabile degli scritti, questo non giustificava l’estradizione e l’incombente incriminazione. “Anche se li ha scritti, i commenti critici non sono un reato” – ha twittato.

La stampa locale indipendente afferma che negli ultimi mesi le autorità uzbeke hanno manifestato un crescente disagio per la libera diffusione delle opinioni dissidenti. In alcuni casi, azioni apparentemente innocue come ripubblicare notizie sui social media sono state sufficienti per coinvolgere i servizi di sicurezza.

A luglio, tre giornalisti dell’Uzbekistan occidentale sono stati convocati nell’ufficio del procuratore e detenuti per un fine settimana dopo aver utilizzato i loro account sui social media per condividere una notizia sulla presunta morte di un’importante figura politica locale. I tre sono stati trattenuti e interrogati per ore, sebbene avessero condiviso solo collegamenti a contenuti pubblicati su un rispettato sito di notizie. Il funzionario in questione, Musa Yerniyazov, presidente della legislatura della repubblica autonoma del Karakalpakstan, è stato dichiarato ufficialmente morto alcuni giorni dopo.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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