Al via il tour europeo del ministro degli Esteri cinese

Pubblicato il 25 agosto 2020 alle 12:22 in Cina Europa

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Il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, effettuerà il suo primo tour di visite all’estero dopo l’emergenza coronavirus in Europa, dal 25 agosto al primo settembre, partendo dall’Italia, per poi dirigersi nei Paesi Bassi, in Norvegia, in Francia e infine in Germania.

L’annuncio ufficiale del programma è stato dato dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, il 24 agosto, il quale ha aggiunto che il primo viaggio post-emergenza coronavirus del Ministro in Europa è stato accolto con favore dai Paesi ospitanti, a dimostrazione dell’importanza che le parti conferiscono alle reciproche relazioni. A detta di Zhao, durante la lotta all’epidemia, l’Europa e la Cina sono state unite in un momento di difficoltà, aiutandosi e sostenendosi l’un l’altra per superare le difficoltà. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha mantenuto contatti con i leader dei Paesi europei e dell’Unione Europea (UE) per promuovere la cooperazione nella lotta alla pandemia, nell’anno in cui ricorre il 45esimo anniversario dell’allacciamento dei rapporti diplomatici tra Cina e UE, risalente al 6 maggio 1975.

Secondo quanto affermato dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, la Cina spera di raggiungere tre obiettivi con la visita in Europa di Wang, primo fra tutti la promozione dell’agenda politico-economica, alla luce del consenso tra i leader sino-europei. In secondo luogo, Pechino vuole potenziare la cooperazione tra Cina ed Europa nella risposta alla pandemia di coronavirus e nella stabilizzazione della catena di distribuzione e industriale globale, per ampliare la cooperazione anche a settori quali l’economia verde e quella digitale. Infine, la visita di Wang servirà a preservare il multilateralismo, a migliorare la governance globale, offrendo un importante contributo alla pace mondiale, alla stabilità e allo sviluppo.

L’ultimo viaggio all’estero di Wang era stato in Laos lo scorso febbraio, quando aveva partecipato ad un vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) sulla diffusione del coronavirus. Come fa notare The Diplomat, la scelta dell’Europa occidentale come prima destinazione post-emergenza coronavirus è significativa alla luce di una posizione sempre più dura del “vecchio continente” contro la Cina, in merito a questioni riguardanti, ad esempio, i diritti umani a Hong Kong e nella provincia autonoma del Xinjiang ma anche il settore delle tecnologie, con Paesi quali Regno Unito e Francia che hanno messo al bando il gigante cinese Huawei dalla partecipazione alla costruzione delle rispettive reti 5G.

Per la Cina l’Europa occidentale è un’area geografica di grande importanza alla luce delle crescenti tensioni con gli Stati Uniti, in quanto un suo schieramento netto con Washington potrebbe portare non pochi problemi a Pechino. Dall’ascesa del presidente degli USA, Donald Trump, nel 2016, e della sua politica meno incline al multilateralismo, Pechino ha cercato di proporsi come la prima sostenitrice di tale prospettiva nelle relazioni internazionali, cercando un terreno comune con l’Europa.

Il 2020 doveva inoltre essere l’anno della cooperazione sino-europea durante il quale era anche prevista una visita del presidente Xi in Germania per il mese di settembre. L’emergenza coronavirus ha interrotto tali programmi ma, secondo alcuni, unitamente alla pandemia, alcuni leader dell’UE avrebbero lamentato la mancanza di progressi nel trattato bilaterale sugli investimenti per il quale sono in corso negoziati dal 2013.

Lo scorso il 21 giugno, si era tenuto il 22esimo summit bilaterale tra il premier cinese, Li Keqiang, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al quale è seguito anche uno scambio con il presidente cinese Xi. La parte Europea aveva segnalato grande preoccupazione riguardo la relazione con Pechino nonostante avesse riconosciuto l’importanza del partenariato con la Cina.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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