Afghanistan: nuove violenze scuotono il Paese

Pubblicato il 25 agosto 2020 alle 19:01 in Afghanistan Asia

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Almeno 4 persone sono morte a causa dell’esplosione di un’autobomba che ha colpito un complesso delle forze armate afghane, il 25 agosto, nella provincia settentrionale di Balkh. Lo stesso giorno, 8 soldati sono deceduti nella provincia centrale di Ghowr, per un attacco dei talebani. 

Un piccolo camion carico di esplosivo è stato fatto esplodere nel distretto di Balkh, quasi 20 chilometri a Nord-Ovest della città di Mazar-e-Sharif, al centro della provincia di Balkh. Le case vicino al quartier generale dell’unità di comando dell’Esercito Nazionale Afghano sono state gravemente danneggiate dall’esplosione e i funzionari hanno dichiarato che oltre 30 persone sono rimaste ferite, inclusi 6 membri delle forze di sicurezza. Il bilancio delle vittime civili è attualmente di 3 morti e 24 feriti, secondo i funzionari. In un altro rapporto, il 209 Shaheen Corps dell’Esercito afghano ha confermato la morte di un soldato e ha aggiunto che altri 6 erano rimasti feriti nell’esplosione. Balkh ospita un gran numero di forze di sicurezza governative, tra cui il 209 Shaheen Corps, che è stato oggetto di un attacco nel 2017, che ha causato oltre 100 morti. Non è chiaro chi sia l’autore dell’attacco del 25 agosto. 

Intanto, almeno otto membri dell’esercito afghano sono stati uccisi dopo che i talebani hanno lanciato un attacco al loro posto di blocco nel distretto di Shahrak, nella provincia di Ghowr, secondo i funzionari locali della provincia. Altri 6 soldati sono rimasti feriti. Arif Abir, un portavoce del governatore di Ghowr, ha affermato che l’attacco è avvenuto a un checkpoint noto come Qabristan, nel distretto di Shahrak, affermando che il passaggio è ora fuori dal controllo delle forze governative. I talebani non hanno ancora commentato l’assalto. Le ultime violenze arrivano in mezzo agli sforzi del governo per avviare i negoziati intra-afghani che hanno subito numerosi ritardi a causa delle divergenze sul rilascio dei prigionieri talebani.

Il governo afghano ha liberato 80 dei 400 prigionieri ritenuti di “grande valore” per i talebani, il 14 agosto. La Loya Jirga, la grande assemblea degli anziani afgani, ha approvato il rilascio dei 400 prigionieri talebani, una decisione che è stata percepita come una spinta chiave per l’avvio dei negoziati intra-afgani. I talebani sono stati liberati dalla prigione di Pul-e-Charkhi a Kabul. Secondo i dati del governo, dei 400 prigionieri in questione, 156 erano stati condannati a morte, 105 sono accusati di omicidio, 34 di sequestro di persona che ha portato all’omicidio, 51di traffico di droga. Inoltre, 44 di loro sono sulla lista nera del governo afghano e dei suoi alleati.

In tale contesto, alcuni Paesi, come Stati Uniti, Francia e Australia, hanno mostrato riserve sul rilascio di alcuni talebani. Tre dei prigionieri liberati, in dichiarazioni video rilasciate dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, hanno affermato di volere la pace nel Paese. “Sono un membro dei talebani. Sono stato imprigionato con l’accusa di rapimento e omicidio”, ha dichiarato Mohammad Anwar, un prigioniero liberato. “Ora spero che la pace arrivi in Afghanistan”, ha aggiunto. “Sono stato imprigionato con l’accusa di rapimento. Ho passato otto anni in prigione. Chiedo ai miei leader e ai leader del governo di accettare un cessate il fuoco permanente “, ha affertmato Baz Mohammad, un altro talebano liberato.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, in quanto era stato da lì che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti ed era lì che si nascondeva il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani.In totale sono stati 2.300 i soldati statunitensi che hanno perso la vita in Afghanistan e 20.000 quelli feriti.

Infine, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani. In tale contesto, secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, anche l’ISIS ha fatto la propria comparsa nel Paese poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Provincia di Khorasan”, in riferimento ai territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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