Mekong: la Cina si impegna a condividere più informazioni

Pubblicato il 24 agosto 2020 alle 18:09 in Cina Laos

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Il primo ministro della Cina, Li Keqiang, ha promesso che il proprio Paese intensificherà la condivisione di informazioni riguardanti il fiume Mekong, il cui alto corso scorre in territorio cinese, dove è chiamato Lancang, con i Paesi della Lancang Mekong Cooperation (LMC), ovvero Laos, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam, durante il terzo incontro dell’associazione nata nel marzo 2016 e con sede a Vientiane, in Laos, organizzato in videoconferenza, il 24 agosto. Li e il suo omologo laotiano, Thongloun Sisoulith, hanno presieduto l’incontro al quale hanno partecipato anche il primo ministro della Cambogia, Hun Sen, il presidente del Myanmar, Win Myint, il primo ministro thailandese, Prayut Chan-o-cha e quello vietnamita, Nguyen Xuan Phuc.

Li ha elogiato lo sviluppo e il successo della LMC e ha affermato che la Cina vuole fornire più assistenza agli altri Paesi dell’organizzazione per utilizzare al meglio le risorse idriche fornite dal fiume. Per tale ragione, a partire dal 2020, la Cina condividerà dati riguardanti il Mekong con gli altri Paesi interessati durante tutto il corso dell’anno e costruirà una piattaforma per la condivisione di informazioni, così da rispondere al meglio a casi di siccità o alluvione. Oltre a questo, Pechino intende aumentare la cooperazione con i Paesi del Mekong a livello commerciale, per lo sviluppo sostenibile, per il sostentamento delle popolazioni, in ambito sanitario e nella promozione dei concetti di apertura e inclusione.

Un portavoce del governo thailandese, Anucha Burapachaisri, ha rivelato che i dettagli su come la Cina condividerà i dati saranno definiti nei prossimi mesi a seguito di discussioni a livello ministeriale. Bangkok ha esortato la LMC a lavorare anche con gli esperti della della Mekong River Commission (MRC), istituita il 5 aprile 1995 su iniziativa statunitense e di cui fanno parte Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam, per elaborare la piattaforma per la condivisione delle informazioni.

Circa 60 milioni di persone dipendono dai 4.350 km di corso del Mekong che negli ultimi due anni ha assistito a casi record di siccità con livelli idrici nel 2020 ridotti di 2/3 rispetto al normale, accompagnati da una stagione piovosa durante la quale i rovesci sono diminuiti del 70%. Laddove il Mekong raggiunge il Mar Cinese Meridionale, almeno due dei 12 accessi al bacino sono al momento chiusi con livelli di salinità che aumentano nel fiume mettendo a rischio le circa 850 specie di pesci che vi vivono. A tal proposito, i pescatori hanno lamentato una riduzione giornaliera di almeno un chilo nei pesci pescati. Secondo la Mekong River Commission, anch’essa con sede a Vientiane, il lago cambogiano Tonlé Sap sarebbe tra le aree più a rischio, avendo raggiunto livelli inferiori alle minime registrate nel 1960 e nel 2019 e la Cambogia intera potrebbe subire gli effetti negativi della siccità per quanto riguarda la pesca e i suoi sistemi d’irrigazione.

Lo scorso aprile, l’istituto statunitense Eyes on Earth, aveva pubblicato una relazione, in cui Pechino è stata accusata di aver trattenuto grandi quantitativi d’acqua nelle sue 11 dighe costruite sul corso del Lancang nel 2019, anno in cui si è verificata una delle peggiori siccità nei Paesi del basso corso del fiume, che, secondo Eyes on Earth, sarebbe stata causata in buona dalle operazioni di Pechino. La Cina, da parte sua, ha però contestato gli esiti dell’indagine.

Pechino e i Paesi in cui scorre il Mekong non sono legati da alcun trattato e, ad oggi, la Cina avrebbe condiviso con loro dati sul flusso nell’alto corso del fiume solamente durante la stagione dei monsoni. Da parte loro, i Paesi collocati lungo il basso corso hanno spesso richiesto a Pechino più informazioni per consentir loro di elaborare piani e hanno richiesto modifiche sul flusso del fiume.

La gestione delle acque del Mekong è uno dei tanti punti di scontro tra Washington e Pechino in Asia. Alla sua istituzione nel 2016, gli USA hanno sostenuto che la LMC sia stato un modo per la Cina per decidere sullo sviluppo del corso d’acqua. Al contrario, gli USA avevano promosso la formazione della MRC, il cui scopo dichiarato è lo sviluppo sostenibile e la condivisione del fiume e delle sue risorse.  

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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