Filippine: due esplosioni a Jolo, caso di sospetto terrorismo

Pubblicato il 24 agosto 2020 alle 12:35 in Asia Filippine

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Almeno 11 persone tra soldati e civili sono state uccise e altre 43 ferite nel corso di due esplosioni distinte, lunedì 24 agosto, nel Sud delle Filippine, a Jolo, una piccola isola nella provincia di Sulu della regione autonoma del Mindanao Musulmano. Il sospetto è che dietro le esplosioni si celino gruppi di militanti islamici locali, essendo l’isola la roccaforte del gruppo estremista Abu Sayyaf, affiliato allo Stato Islamico.

Secondo quanto riferito dal sindaco di Jolo, la principale città dell’omonima isola, Kherkar Tan, in totale sono stati uccisi 6 soldati, un poliziotto e quattro civili, mentre 18 militari, 6 membri delle forze di sicurezza e 19 civili sono stati feriti ma il conto totale potrebbe ancora salire. Il portavoce della task-force anti-terrorismo, una missione congiunta tra polizia ed esercito delle Filippine, il capitano Rex Payot, ha affermato che intorno alle 12:00, ora locale, c’è stata una prima grande esplosione nella piazza principale di Jolo, che ha colpito civili e militari, stanziati in loco per assistere le autorità locali a consegnare gli aiuti umanitari per l’emergenza coronavirus. Il comando militare orientale di Mindanao ha poi specificato che l’esplosione si è verificata di fronte all’edificio Paradise Food Plaza del distretto di Walled City. Un’ora più tardi, si c’è stata una seconda esplosione nella cattedrale di Jolo, la Cathedral of Our Lady of Mount Carmel.

Durante le prime indagini in loco sull’esplosione a Walled City è emersa la presenza di un ordigno esplosivo improvvisato collegato ad una moto, il capo della polizia della Regione autonoma del Mindanao Musulmano ha affermato che la prima esplosione sarebbe servita per attirare le autorità in un unico punto difronte al quale se ne è poi verificata una seconda. Il sindaco Tan ha emesso un’ordinanza di isolamento in tutta la città, mentre nelle vicine aree di Sulu, Tawi-tawi, Basilan e Zamboanga, la Guardia costiera delle Filippine ha emesso uno stato di allerta elevato.

Al momento, nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi ma l’isola meridionale, collocata tra quella filippina di Mindanano e il Borneo, è da tempo considerata un territorio occupato, culla per le attività dei militanti. In particolare, Jolo è ritenuta essere la roccaforte del gruppo terroristico Abu Sayyaf che ha giurato fedeltà allo Stato Islamico e che si è divisa in più fazioni, una delle quali è capeggiata da Hatib Hajan Sawadjaan, ritenuto il leader locale dello Stato Islamico nelle Filippine Meridionali. Nel mese di agosto, le autorità di Manila hanno arrestato cinque persone, sospettate di avere legami con Abu Sayyaf e con il suo esperto di esplosivi a Jolo, Mundi Sawadjaan, che è riuscito finora a scappare.

Il 28 gennaio 2019, la Cathedral of Our Lady of Mount Carmel era già stata teatro di un attentato suicida reclamato dallo stessoHatib Hajan Sawadjaan a nome dello Stato Islamico, nel quale avevano perso la vita 23 persone e circa altre 100  erano state ferite, tutte si erano recate in loco ad assistere alla messa domenicale. In tal caso, l’esperto di ordigni Mundi Sawadjaan è stato ritenuto l’architetto dell’attentato e, per questo, al momento, le forze di sicurezza locali, e, in particolare, il maggior generale Corleto Vinluan Jr del commando orientale di Mindanao, sospettano che l’uomo si celi dietro agli attentati del 24 agosto.

Abu Sayyaf è un’organizzazione islamica separatista e terroristica delle Filippine, Stato a ispirazione cattolica, che è stata fondata da Abdurajak Abubakar Janjalani nel 1991, anno in cui ha anche compiuto il suo primo attentato a Zamboanga City, uccidendo due evangelici di nazionalità statunitense. Tra gli obiettivi di Abu Sayyaf, che è altresì riconosciuta come l’organizzazione più pericolosa del Paese, c’è quello di istituire uno Stato indipendente e di fede musulmana nel Sud delle Filippine per la minoranza che pratica tale fede nel Paese, conosciuta come etnia Moro e che vive per lo più a Mindanao. All’inizio l’organizzazione ha subito l’influenza di Al-Qaeda essendo il suo fondatore vicino a Osama bin Laden, ma, dal 2014 il gruppo ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. Nel 1997 è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento di Stato degli USA.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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