Delegazione dei talebani in visita in Pakistan

Pubblicato il 24 agosto 2020 alle 18:17 in Afghanistan Pakistan

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Una delegazione di 6 membri dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, si è recata in Pakistan per tenere colloqui sul processo di pace in Afghanistan. 

La visita è stata effettuata il 24 agosto, secondo quanto riferisce la stampa afghana. Gli altri membri della delegazione sono Khairullah Khairkhwah, Mohammad Nabi Omari, Shahabuddin Delawar, Abdul Latif Mansour e Qari din Mohammad. Il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mahmoud Qureshi, ha riferito che i talebani sono stati invitati da Islamabad per consultazioni sul processo di pace in Afghanistan. “L’ultima volta, prima dell’accordo di Doha, i talebani sono venuti al nostro ministero degli Esteri e abbiamo tenuto una riunione lunga e costruttiva. Come avete visto, dopo si sono seduti al tavolo delle trattative”, ha affermato Qureshi il 24 agosto. “Non è stato un compito facile”, ha aggiunto.

Qureshi ha poi dichiarato che il prossimo passo dopo l’accordo dovrebbe essere l’inizio dei negoziati intra-afghani se l’obiettivo è raggiungere stabilità e riconciliazione per il Paese. Il portavoce dei talebani ha affermato che il processo di pace e le questioni dei rifugiati afgani in Pakistan, così come la creazione di strutture per le relazioni commerciali, saranno i temi dell’incontro della delegazione con i funzionari pakistani. La squadra di negoziatori dovrebbe avere poteri decisionali nei prossimi negoziati intra-afghani, secondo i talebani. Il mullah Haibatullah Akhunzada ha selezionato con cura la squadra di 20 membri, 13 dei quali comprendono circa la metà del Consiglio Direttivo del gruppo, secondo quanto ha riferito il negoziatore talebano, Sher Mohammad Abbas Stanikzai. 

Il clima in Afghanistan è ancora molto teso, nonostante il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani abbiano firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani. Nonostante gli sforzi diplomatici interni e regionali, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto da violenze quotidiane. 

I talebani sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. 

Infine, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani. In tale contesto, secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Provincia di Khorasan”, in riferimento ai territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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