USA omaggiano i caduti in battaglia contro la Cina di Taiwan

Pubblicato il 23 agosto 2020 alle 12:37 in Taiwan USA e Canada

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Il direttore dell’American Institute in Taiwan (AIT), organo che funge da ambasciata de facto degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, ha partecipato insieme alla presidente dell’isola, Tsai Ing-wen, alla commemorazione di Kinmen, luogo in cui si è tenuta l’ultimo scontro armato tra Pechino e Taipei nel 1958, il 23 agosto. Secondo i media dell’isola, si è trattato di un momento molto significativo per la situazione internazionale e per le due sponde dello stretto di Taiwan, in cui gli USA hanno dimostrato la propria vicinanza all’isola.

Durante la cerimonia, la presidente di Taiwan, o Repubblica di Cina (ROC), ha offerto incenso e  fiori in memoria dei soldati caduti in quell’anno, al cimitero di Taiwu a Kinmen, un arcipelago di isole appartenenti a Taiwan situate a soli due km dalla città cinese di Xiamen. Il 23 agosto, è ricorso il 62esimo anniversario dall’inizio della seconda crisi dello stretto di Taiwan in cui si affrontarono gli eserciti di Pechino e Taipei, la quale ricevette sostegno in equipaggiamento e tecnologia dagli USA. In tale contesto, le isole Kinmen insieme alle Matsu furono sottoposte ad oltre un mese di bombardamenti da parte cinese iniziati proprio in quel giorno.  

Durante la cerimonia, Christensen ha presenziato alle spalle di Tsai e ha poi posto una ghirlanda ai piedi di un monumento in onore di due ufficiali dell’Esercito statunitense, uccisi da bombardamenti cinesi nel 1954, durante la prima crisi dello stretto di Taiwan. Si è trattato della prima volta in cui un diplomatico degli USA ha partecipato ad un evento di tale genere e, a detta di più osservatori, è stata l’ennesima riprova dell’avvicinamento di Washington a Taipei, in un contesto di crescenti tensioni con il governo di Pechino. Per la Central News Agency di Taiwan, la commemorazione ha ricordato come gli USA siano stati e sono ancora vicini a Taiwan. Anche di recente, gli USA hanno palesato la propria presenza militare nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, difronte alla crescente aggressività di Pechino.

L’AIT ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che: “Commemorazioni di tale genere ci ricordano che la cooperazione tra Taiwan e gli Stati Uniti in materia di sicurezza ha una lunga e valente storia che incarna il principio di veri amici, vero progresso”. L’ufficio presidenziale di Taiwan ha invece ringraziato Christensen per la partecipazione ad una giornata che serve a ricordare alla popolazione taiwanese l’importanza delle difesa della libertà e della democrazia. Il portavoce del commando di Difesa di Kinmen, Liu Qiang-hua, ha affermato che Taiwan spera non ci sia un’ulteriore guerra, nonostante ciò è importante non dimenticare il conflitto. Al momento, l’ufficio per gli Affari di Taiwan del governo cinese, o Repubblica Popolare Cinese (RPC), non ha ancora commentato l’accaduto.

Il governo di Pechino ha di recente aumentato la propria presenza militare nello stretto di Taiwan dallo scorso 10 agosto, quando il Ministero della Difesa taiwanese aveva segnalato che aerei da combattimento cinesi avevano brevemente attraversato la Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, prima di essere allontanati da aerei militari taiwanesi, compiendo una rara infrazione del limite posto su tali acque. Successivamente, il 13 agosto, il commando orientale dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) aveva eseguito esercitazioni militari nello stretto di Taiwan e alle sue estremità Nord e Sud, ripetendoli poi lo scorso 16 agosto. 

Le operazioni cinesi nello stretto sono avvenute durante e in seguito della visita ufficiale a Taiwan del segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, condotta dal 9 al 12 agosto scorsi, che ha rappresentato il viaggio di più alto livello di un funzionario americano a Taipei dal 1979. Oltre a questo, lo scorso 14 agosto, Taiwan ha firmato un accordo per l’acquisto di 66 jet F-16 di ultimo modello con la compagnia americana Lockheed Martin Corp. Entrambe le azioni hanno incontrato dure critiche da parte di Pechino che considera Taiwan una sua provincia. Infine, Washington ha fatto ulteriormente infuriare Pechino lo scorso 19 agosto,  quando il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Mustin ha solcato lo stretto di Taiwan.

Da parte loro, gli Stati Uniti avevano riconosciuto ufficialmente il governo di Pechino, chiudendo la propria sede diplomatica da Taipei, dal primo gennaio 1979. Nonostante ciò, Washington ha mantenuto legami informali con l’isola dal punto di vista culturale e commerciale ed è il suo maggior fornitore di armi. Il 16 marzo 2018, l’amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, aveva approvato il Taiwan Travel Act, una legge che consente e incoraggia visite di alto livello tra Stati Uniti e Taiwan, considerata un importante passo in avanti nei legami bilaterali. Nello stesso anno, Washington aveva poi aperto a Taipei l’ AIT, che funge appunto da sua ambasciata de facto nell’isola.

Per Pechino, però, Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, secondo il principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Tuttavia, a Taipei è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa a Pechino, Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, da parte sua ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico della RPC, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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