Libano: Hezbollah abbatte droni israeliani dentro i confini

Pubblicato il 23 agosto 2020 alle 11:00 in Israele Libano

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L’organizzazione politico-militare sciita libanese Hezbollah ha comunicato, nella sera del 22 agosto, di aver abbattuto un drone lanciato da Israele, il quale avrebbe violato lo spazio aereo libanese lungo il confine tra i due Paesi. Al momento, Tel Aviv non ha ancora commentato la dichiarazione ma il suo esercito ha affermato che un suo drone è precipitato in Libano durante attività operative lungo in confine, rassicurando però che “non vi è alcun pericolo di violazione dei propri dati”.

In particolare, il mezzo, ora in possesso di Hezbollah, era uno strumento telecomandato che, nella mattina del 22 agosto, ha sorvolato il villaggio di Ayta ash-Shab, nel governatorato di Nabatieh, che si trova a circa 60 km a Sud della capitale del Libano, Beirut. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa turca Anadolu, i droni telecomandati, gli aerei da guerra e le navi militari di Israele violerebbero spesso i confini libanesi, avendo spinto in passato le autorità di Beirut a protestare anche in sede Onu. Lo scorso giugno, l’allora primo ministro libanese, Hassan Diab, aveva affermato che nel 2019 Israele aveva violato la sovranità libanese 2.290 volte e che, nei primi 5 mesi del 2020, il conto fosse già arrivato a 374 violazioni delle frontiere terrestri, 386 di quelle marittime e 250 di quelle aeree.

Il gruppo  Hezbollah è stato creato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale ma, nel tempo, è diventato anche un partito politico locale e un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran, il cui nome in arabo significa “il Partito di Dio” e il cui segretario generale è Hassan Nasrallah. Alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, lo considerano  un gruppo terroristico. Tel Aviv, in particolare, ritiene che il movimento sciita armato sia la più grande minaccia per il proprio Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Hezbollah oltre a rappresentare un attore prominente nella politica libanese è attivo anche oltre i confini nazionali, ad esempio, nel conflitto civile siriano in cui, insieme a Teheran, è un importante sostenitore del governo di Damasco con a capo il presidente Bashar al-Assad, e nel conflitto in Yemen dove sostiene i ribelli sciiti Houti, anche in questo caso insieme all’Iran.

Le tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese si sono intensificate dopo che, lo scorso 20 luglio, le forze di difesa aerea siriana avevano intercettato una serie di missili provenienti dalle Alture del Golan, il cui lancio era stato imputato a Israele, diretti verso il Sud della capitale siriana Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano. I missili avevano colpito postazioni di Hezbollah e di altri gruppi iraniani, causando la morte di 5 combattenti, di cui uno appartenente alla milizia sciita libanese. Sebbene Israele non avesse rivendicato l’attacco, Hezbollah ha accusato il Paese di aver ucciso uno dei propri membri, Ali Kamel Mohsen, e aveva quindi deciso di vendicare la morte del suo combattente. Di conseguenza, il 23 luglio successivo, Israele aveva quindi deciso di inviare rinforzi al confine settentrionale con il Libano, aumentandone la militarizzazione. Già nell’agosto 2019, in seguito all’uccisione di altri due membri di Hezbollah, il leader della milizia Nasrallah aveva promesso una risposta del gruppo contro Israele se altri suoi militanti fossero stati uccisi.

Hezbollah è parte attiva della politica del Libano, un Paese colpito da una grave crisi economica e finanziaria, che è stato ulteriormente messo alla prova da un’esplosione nel porto della capitale Beirut, lo scorso 4 agosto, la quale ha causato circa 178 vittime e ingenti danni materiali. All’esplosione sono seguite violente proteste che hanno poi portato alle dimissioni dell’ormai ex-primo ministro libanese Diab e di tutto il suo governo, il 10 agosto scorso. Al momento, sono ancora in corso indagini per stabilire le responsabilità dell’accaduto, le quali, tra gli altri, sono state attribuite anche a Hezbollah, senza però trovare ancora riscontro.

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Camilla Canestri

di Redazione

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