Brexit: un accordo sembra sempre più improbabile

Pubblicato il 22 agosto 2020 alle 7:47 in Europa UK

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L’ultimo ciclo di negoziati tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea per raggiungere un accordo finale per la Brexit si è concluso senza risultati degni di nota, nonostante la scadenza per il periodo di transizione sia imminente.  

La notizia è stata riferita il 21 agosto da un funzionario dell’UE. “Niente si è mosso. Ci sono stati alcune considerazioni tecniche che non sono state del tutto inutili, ma niente di degno di nota sugli argomenti che contano”, ha affermato il funzionario, che è coinvolto nei colloqui e ha parlato a condizione di anonimato. I principali negoziatori dell’UE e britannici – rispettivamente Michel Barnier e David Frost – hanno confermato la notizia. 

Frost ha dichiarato: “Un accordo è ancora possibile, ed è ancora il nostro obiettivo, ma è chiaro che non sarà facile da raggiungere. Se vogliamo realizzarlo, continua a essere necessario un lavoro sostanziale su una serie di diverse aree di potenziale cooperazione futura tra Regno Unito e UE”. Il negoziatore britannico ha avuto discussioni utili questa settimana ma ci sono stati pochi progressi. “L’UE insiste ancora non solo sul fatto che dobbiamo accettare la continuità con gli aiuti di Stato dell’UE e la politica della pesca, ma anche sul fatto che questo deve essere concordato prima che qualsiasi altro lavoro sostanziale possa essere svolto in qualsiasi altra area del negoziato”, ha aggiunto.  

Nonostante il tempo sia poco, l’UE è stata relativamente ottimista nelle ultime settimane sul fatto che si possa raggiungere un accordo, nonostante la pandemia di coronavirus, che ha creato il caos da entrambe le parti della Manica. Da parte sua, Londra vuole evitare una recessione ancora più profonda di quella già avviata. Lo scorso 12 giugno, il Regno Unito ha ufficialmente dichiarato all’Unione Europea che non avrebbe cercato un’estensione del periodo di transizione post-Brexit oltre il 31 dicembre. In merito, Londra sostiene di non aver bisogno di più tempo per raggiungere un accordo di libero scambio, nonostante l’impasse nei negoziati su aree chiave, e una linea temporale ristretta e ulteriormente circoscritta dalla pandemia di coronavirus. 

Il timore dei politici europei è che il Regno Unito possa ottenere un vantaggio competitivo facilitando le regole finanziarie, a cui Londra tuttavia ha replicato, affermando di voler mantenere elevati gli standard di regolamentazione. Nello specifico, secondo il capo negoziatore della Brexit per l’UE, Michel Barnier, la Gran Bretagna mira a rendere più semplice la gestione di servizi finanziari dell’Europa da Londra, con il minor numero possibile di operazioni e personale nel continente. Pertanto, da parte sua, Barnier ha ribadito che la posizione dell’UE si basa sulla prospettiva di un’impossibilità di qualsiasi partnership economica senza “solide garanzie per una parità di condizioni, anche per quanto riguarda gli aiuti di Stato, per garantire una concorrenza aperta e leale tra le nostre imprese”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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