“Akinci”: Il nuovo drone militare della Turchia

Pubblicato il 21 agosto 2020 alle 17:00 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia si prepara ad avviare la produzione di un nuovo drone militare da alta quota e a lunga durata. Il mezzo potrebbe essere armato con missili da crociera ed essere utilizzato per la sorveglianza in Siria, Iraq e nel Mediterraneo Orientale. 

L’azienda che produrrà il drone è la Baykar Makina, una società di proprietà della famiglia di Selcuk Bayraktar, il genero del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il 14 agosto è stato annunciato che il secondo prototipo della variante ad alta quota e lunga durata del drone Akinci, il cui il nome significa “predatore” in turco, ha completato con successo i voli di prova ed è pronto per la produzione.

Il mezzo può raggiungere i 12 km di quota e la sua autonomia dura 24 ore. In questo modo, il nuovo drone sarà immune ai sistemi di difesa aerea a corto raggio. Avrà un peso massimo al decollo di 4,5 tonnellate, una capacità di carico utile di 1.350 chilogrammi – 900 chilogrammi esterni e 450 chilogrammi interni – e sarà alimentato da due motori turboelica ucraini, Ivchenko-Progress AI-450C. La Turchia ha finora importato 12 di questi motori dall’Ucraina, il suo principale partner nel campo della tecnologia dei droni.

Ankara ha grandi aspettative per ciò che il drone potrebbe rappresentare per la Difesa. La Turchia considera l’Akinci come il suo principale veicolo aereo per la sorveglianza nel prossimo decennio. Il drone sarà equipaggiato con sistemi sviluppati internamente nel Paese, tra cui un radar multi-ruolo a scansione elettronica, un radar SAR/GMTI, un sistema di sorveglianza ad ampio raggio ed altri dispositivi all’avanguardia che rendono l’Akinci la migliore risorsa mai posseduta dall’esercito turco per la sorveglianza e le comunicazioni. Inoltre, il drone può essere armato con un’ampia gamma di munizioni aria-terra tra cui MAM-L, MAM-C, CIRIT, bombe generiche Mk81 e Mk82 e munizioni intelligenti.

Anche il missile da crociera SOM-A di Roketsan, che ha una portata di 250 chilometri, potrebbe essere integrato nell’Akinci. Alcuni analisti sottolineano che la combinazione di un drone relativamente lento, alimentato da un motore turboelica, con missili da crociera (SOM) potrebbe sembrare illogica, ma è probabile che diventi un punto di svolta per Ankara nel prossimo decennio. Il nuovo drone consentirà all’esercito turco di utilizzare un’elevata potenza distruttiva e una guida di precisione contro obiettivi fino a 800 chilometri di distanza, qualcosa che fino ad ora era possibile solo con gli F-4E 2020 Terminator e F-16. 

Nelle operazioni in Iraq e Siria, ad esempio, i droni turchi hanno preso di mira strutture leggere e veicoli terrestri non blindati a una distanza non superiore a 100 chilometri dal confine, utilizzando micro munizioni intelligenti MAM-L da 22 chilogrammi. La combinazione Akinci-SOM consentirà attacchi di maggiore potenza di distruzione su obiettivi critici entro una distanza massima di 800 chilometri. Alcuni analisti turchi affermano che l’Akinci potrebbe anche essere equipaggiato con missili aria-aria sviluppati localmente, ma data la relativa lentezza del drone e la limitata capacità di manovra, questa sembra essere un’aspettativa esagerata.

Altri osservatori sostengono addirittura che gli sviluppatori dovrebbero lavorare su una variante avanzata del drone, in grado di affiancare la TCG Anadolu, una nave d’assalto anfibia multiuso sviluppata in Turchia, che l’esercito dovrebbe rendere operativa nel 2021. Per quanto riguarda i droni, Ankara prevede di avere 6 Akincis operativi entro l’inizio del 2021. Anche Azerbaigian, Malesia, Qatar e Ucraina sono interessati all’acquisto di tali mezzi. L’Akinci arriva giusto in tempo per l’aviazione turca, le cui flotte di F-16 e F-4 stanno invecchiando. L’utilizzo degli F-35 di ultima generazione gli è stato precluso da Washington, a causa dell’acquisto da parte di Ankara di sistemi di difesa aerea russi. Dato il suo focus sulla massima resistenza a scapito della velocità, il drone sarà una nuova opzione anche per compiti di pattugliamento aereo meno costosi e più lunghi, in particolare sull’Egeo e sul Mediterraneo Orientale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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