Il Qatar torna attivo in Nord Africa, ma sopratutto in Libia

Pubblicato il 20 agosto 2020 alle 20:27 in Libia Qatar

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Alcune recenti mosse del Qatar suggeriscono che il Paese sia ancora fortemente interessato al Nord Africa e sopratutto al conflitto libico, dal quale si era allontanato negli ultimi anni. 

Il ministro della Difesa del Qatar, Khaled Al-Attiyah, è arrivato a Tripoli, il 17 agosto. Lo stesso giorno in cui era prevista una visita del ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. In tale data, anche il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha effettuato un viaggio inatteso in Libia Occidentale. 

La visita di Attiyah è arrivata tre giorni dopo che l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha contattato il presidente tunisino, Kais Saied, e si è offerto di finanziare progetti di sviluppo nelle regioni interne della Tunisia, in una mossa considerata un tentativo di proteggere l’influenza del Qatar nel Paese Nordafricano. Lo sceicco sarebbe preoccupato da un cambiamento politico interno in Tunisia che possa comportare un declino del ruolo e dell’influenza del primo alleato di Doha nel Paese, vale a dire il movimento islamista Ennahdha, guidato da Rached Ghannouchi. Inoltre, la Qatar Airways si è offerta di sponsorizzare una squadra di calcio con sede a Tunisi, il Club Africa, a partire dalla prossima stagione sportiva. 

Per quanto riguarda la Libia, alcuni osservatori affermano che la visita di Al-Attiyah a Tripoli inaugura la seconda fase dell’interventismo del Qatar in Libia, dopo quasi 3 anni di latitanza, dovuti alla crisi del Golfo e alle accusa di sostegno al terrorismo internazionale. Uno dei risultati “dell’ibernazione forzata di Doha” è stata l’esclusione dalla partecipazione alla conferenza di Berlino del 19 gennaio, alla quale sono stati invitati la maggior parte dei Paesi interessati alla situazione in Libia. I vicini del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto – hanno chiesto al Qatar di tagliare tutti i presunti legami con i Fratelli Musulmani e con altri gruppi estremisti, tra cui Hezbollah, al-Qaeda e l’ISIS. Il Parlamento di Bengasi e l’Esercito di Liberazione Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, hanno spesso accusato il Qatar di sostenere gruppi estremisti in Libia.

Fonti libiche hanno suggerito che Attiyah e Akkar siano andati in Libia per discutere i piani di attacco contro Sirte, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti di trovare una soluzione diplomatica, tramite la demilitarizzazione dell’area. Un membro del Consiglio Supremo delle Tribù Libiche, lo sceicco Adel Al-Faidi, ha dichiarato: “Non è un caso che la visita di Al-Attiyah coincida con il controllo turco-qatariota sul porto di Al-Khums e la sua trasformazione in una base navale per le molteplici operazioni di Ankara e Doha in Libia”. Due fregate turche sono arrivate al porto di Khums, 135 km ad Est di Tripoli. Secondo l’Egitto, tale mossa conferma l’intenzione di Ankara di dominare i porti dell’area e trasformarli in una base per le sue operazioni militari. Questo consentirebbe un rafforzamento della presenza militare e commerciale della Turchia nel Mediterraneo Meridionale e Nord Africa. 

Faidi ha aggiunto che la presenza di Al-Attiyah in Libia, in questo momento, rappresenta una chiara sfida agli appelli internazionali contro le ingerenze straniere e rappresenta una sorta di insistenza del Qatar, che va di pari passo con l’interventismo della Turchia. La visita del funzionario qatariota suggerisce che Doha si trovi in Libia per restare e che non abbia più bisogno di vivere nell’ombra di Ankara per quanto riguarda la politica estera. Durante la sua visita a Tripoli del 17 agosto, il ministro degli Esteri tedesco ha messo in guardia la comunità internazionale contro la “calma ingannevole” della Libia, che si trova in una fase di stallo. Heiko Maas ha sottolineato che “le due parti e i loro alleati internazionali continuano a introdurre armi nel Paese e si aggrappano alle loro condizioni preliminari per un cessate il fuoco”. Nonostante lo stallo, una ripresa della guerra in Libia sembra essere imminente. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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