La Cina in visita a Singapore e in Corea del Sud

Pubblicato il 20 agosto 2020 alle 15:39 in Cina Corea del Sud Singapore

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Il direttore dell’Ufficio Affari Esteri della Commissione Centrale del Partito Comunista Cinese(PCC), Yang Jiechi, si è recato a Singapore su invito del governo locale dal 19 al 20 agosto. Dopo tale tappa, si recherà a Busan, in Corea del Sud, dal 21 al 22 agosto, su invito del direttore dell’Ufficio di Sicurezza nazionale, Suh Hoon. Secondo alcuni, il tour di Yang  servirà ad intensificare i legami della Cina con i due Paesi asiatici, nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche con gli USA.

Yang è ritenuto essere l’architetto della politica estera di Pechino e il programma della sua visita a Singapore prevede un incontro con il ministro senior del Paese, Teo Chee Hean, e con il Ministro degli Esteri, Vivian Balakrishnan, dopodiché Yang avrà una conversazione telefonica con il primo ministro, Lee Hsien Loong, e il suo vice, Heng Swee Keat.

Di recente, Lee ha espresso preoccupazione per le relazioni tra Pechino e Washington che, a sua detta, avrebbero raggiunto un livello molto pericoloso e potrebbero avere gravi conseguenze. Il premier di Singapore aveva dichiarato di non voler essere forzato a dover scegliere tra Cina e Stati Uniti, seguendo la posizione adottata, per il momento, anche dai Paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), ovvero Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Birmania, Laos, Cambogia e Vietnam.

Per quanto riguarda il viaggio in Corea del Sud, invece, quella in programma sarà la prima visita di Yang nel Paese negli ultimi due anni. Secondo quanto riferito dal portavoce dell’ufficio presidenziale Sud-coreano, Kang Min-seok, l’argomento principal dell’incontro tra Yang e Hoon sarà la cooperazione bilaterale per la risposta al coronavirus ma saranno discusse anche le relazioni tra i due Paesi, la situazione della penisola coreana e questioni di sicurezza internazionale.  Inoltre, Yang e Suh Hoon potrebbero anche parlare di una possibile visita del presidente cinese, Xi Jinping, a Seoul, dove il leader era stato invitato a recarsi all’inizio del 2020 dal suo omologo Sud-coreano, Moon Jae-in, durante la sua visita a Pechino nel 2017. Il viaggi di Stato è stato rimandato a causa della diffusione del coronavirus e l’ultimo viaggio di Xi in Corea del Sud risale al 2014.

Secondo più osservatoti Pechino si sta rivolgendo ai suoi vicini in Asia per ricevere sostegno difronte al crescente antagonismo con Washington. Per un esperto in relazioni internazionali della Ocean University of China, Pang Zhongying, Pechino avrebbe bisogno di stabilizzare i propri legami con i Paesi asiatici prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, previste per il prossimo 3 novembre e Singapore e la Corea del Sud sarebbero un terreno di mezzo tra le due potenze.

Al momento, Pechino non potrebbe fare affidamento su gran parte dei Paesi della regione alla luce di più dinamiche definite “complicate” come nel caso del Giappone e dell’India. Da un lato, Singapore ha già avuto in passato un ruolo di mediatore tra Pechino e Washington e la Cina avrebbe prestato grande attenzione all’opinione espressa dal premier Lee riguardo le relazioni sino-americane e si pensa che potrebbe accettare suoi consigli a riguardo.  Dall’altro lato, rafforzare i legami con Seoul potrebbe portare stabilità alla penisola coreana, dove Pechino è l’alleato principale della Corea del Nord, la cui denuclearizzazione è stato uno degli obiettivi che si era prefissato il presidente statunitense, Donald Trump, in politica estera ma che si trova ad un ponto di stallo.

Lo scorso 17 giugno, Yang aveva incontrato il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, alla base aerea statunitense di Hickam, alle Hawaii, per cercare di allentare le tensioni tra i due Paesi che, al momento, riguardano una grande varietà di tematiche tra le quali le principali sono Hong Kong, Taiwan, il Mar Cinese Meridionale, il Xinjiang e l’accordo commerciale. L’incontro tra Yang e Pompeo non aveva avuto esiti positivi e, da allora, le tensioni e le reciproche provocazioni sono anzi cresciute e hanno visto i due Paesi chiudere i consolati l’uno dell’altro a Houston e Chengdu e intensificare le attività militari nel Mar Cinese meridionale e nello stretto di Taiwan.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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