Siria: esplosione al passaggio di un convoglio russo, un morto e tre feriti

Pubblicato il 19 agosto 2020 alle 12:49 in Russia Siria

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Un ordigno è esploso nella giornata di ieri al passaggio di convoglio militare russo di ritorno da un intervento umanitario nella zona di Deir ez-Zor.

Secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa della Federazione Russa, il primo bilancio dell’incidente è di tre feriti tra i militari nel convoglio: uno di loro, un generale maggiore, è rimasto ucciso.

Il dicastero militare russo ha riferito che un ordigno è esploso a bordo strada al passaggio di un convoglio russo che stava tornando da un’operazione umanitaria nei pressi della città Deir ez-Zor.

“A seguito dell’esplosione, tre militari russi sono rimasti feriti. Nel corso dell’evacuazione e dei soccorsi ai feriti, un alto consigliere militare russo con grado di maggiore generale è deceduto a causa delle gravi ferite riportate”, riferisce il ministero della Difesa russo in una nota ufficiale.

Il comunicato specifica che la famiglia del militare deceduto riceverà tutta l’assistenza e il supporto necessari, ed il generale verrà insignito di un’onorificenza post-mortem.

Successivamente il Ministero della Difesa di Mosca ha comunicato che il generale ucciso è Vjacheslav Gladikich, vicecomandante della 36a armata, di stanza nella regione della Transbajkal’ja. La stampa russa informa che sul sito web del Ministero della Difesa, il Maggiore Generale Vjacheslav Gladkich è stato menzionato per l’ultima volta nel settembre 2019, nella notizia del completamento della fase distrettuale delle competizioni per tutto l’esercito tra i comandanti nel distretto militare orientale.ù

L’ultimo caso di morte di un ufficiale russo così alto in grado è stato nel marzo 2018. Poi nello schianto dell’aereo An-26 a Khmeimim, morì il maggiore generale Vladimir Eremeev.

In Siria è in atto una lunga guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, negli anni, tra i gruppi ribelli anti-governativi si sono radicalizzati alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. Dal 2011, 384.000 persone hanno perso la vita nel conflitto, di questi almeno 116.000 erano civili, inoltre, 11 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e sono state dislocate all’interno del Paese o all’estero dove hanno cercato rifugio.

Ad oggi, il governo di Assad controlla il 70% del territorio nazionale mentre la regione di Idlib è l’ultima porzione di territorio sotto il controllo del gruppo estremista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), con a capo membri dell’ex ramificazione di al-Qaeda in Siria, che, negli anni, ha preso la guida delle rivolte anti-governative. Il governo di Assad è appoggiato da Russia, Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah, sta combattendo i ribelli per ripristinare il proprio controllo su Idlib, dove sono però presenti postazioni turche.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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