Messico: López Obrador pronto a testare su di sé vaccino russo

Pubblicato il 19 agosto 2020 alle 8:39 in Messico Russia

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Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha affermato in occasioni di alcune dichiarazioni alla stampa che sarebbe disposto a essere il primo nel suo paese a testare il vaccino russo contro il coronavirus, chiamato Sputnik V, in caso di acquisizione.

“Affinché non ci siano dubbi sull’importanza che ha per noi, sarei il primo a lasciarmi vaccinare, perché per me conta molto” – ha dichiarato il capo dello stato messicano nella sua consueta conferenza stampa mattutina.

López Obrador ha chiarito che, come prima cosa, spera di aver conferma del fatto che il vaccino “dà risultati ed è efficace”; qualora fosse così, Città del Messico stabilirà negoziati con Mosca e “se c’è disponibilità” del farmaco, è pronta ad acquistarlo. “Ma prima dobbiamo sapere bene cosa sta succedendo e assicurarci che sia qualcosa di efficace e che sia anche disponibile per tutte le persone” – ha aggiunto ancora. 

In tal senso, López Obrador ha riferito che il Messico ha un fondo speciale per acquistare il primo farmaco disponibile e avviare immediatamente una campagna di vaccinazione universale e gratuita contro COVID-19.

Il presidente ha detto che in questa “così importante” questione dei vaccini “non dovrebbero esserci ideologie”. Pertanto, ha spiegato che non parlerà solo con il presidente della Russia, Vladimir Putin, su questo tema; ma afferma di essere pronto a negoziare con il leader della Cina, Xi Jinping, o con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel caso in cui anche questi paesi abbiano a disposizione dei vaccini.

“Se in Russia, in Cina, hanno prima il vaccino e si dimostra efficace nel salvare vite, stabiliamo immediatamente la comunicazione. Vorrei parlare immediatamente con il presidente della Cina e con il presidente Putin, in modo che possano fornirci il vaccino, e lo stesso farei nel caso fossero gli Stati Uniti i primi ad avere una cura efficace, abbiamo un ottimo rapporto con il presidente Trump.

La scorsa settimana, il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, ha riferito che il suo paese ha chiesto alla Russia “informazioni cliniche” riguardo allo Sputnik V. Secondo il capo della diplomazia di Città del Messico, il Ministero della Salute valuterà le informazioni ricevute e determinerà “l’utilità di questo vaccino per il Messico a breve termine”.

Al contempo, è stato confermato che il Messico, insieme all’Argentina, produrrà in America Latina il vaccino contro il COVID-19 che è in fase di sviluppo dall’Università di Oxford, nelle mani del colosso farmaceutico AstraZeneca. Secondo López Obrador, questo farmaco sarà disponibile dal primo trimestre del prossimo anno.

L’attivismo del governo messicano in materia di fornitura e produzione dei diversi vaccini allo studio della comunità scientifica di tutto il mondo, è risultato del momento che attraversa il Paese. Il Messico affronta nelle ultime settimane un picco di casi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore il Messico ha registrato 5.506 nuovi casi e 705 morti, per un totale di 531.000 casi e quasi 58.000 morti. Il Paese è il quarto delle Americhe e il settimo nel mondo per numero di positivi al virus, ma il terzo per numero di decessi dopo Stati Uniti e Brasile.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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