L’Unione Europea annuncia sanzioni contro la Bielorussia

Pubblicato il 19 agosto 2020 alle 18:09 in Bielorussia Europa

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L’Unione Europea ha tenuto un vertice di emergenza sulla crisi in Bielorussia e ha annunciato sanzioni contro i funzionari del Paese accusati di brogli elettorali e repressione violenta delle proteste.

“Il nostro messaggio è molto chiaro. Stop alla violenza”, ha dichiarato Charles Michel, che ha presieduto del vertice dell’UE. Anche la presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha affermato che l’elenco delle persone colpite dalle sanzioni sarà preparato rapidamente. “Si tratta della popolazione bielorussa e del suo legittimo diritto a determinare il percorso futuro del proprio Paese”, ha riferito, aggiungendo: “L’Unione Europea è al fianco del popolo bielorusso”.

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, sta affrontando la più grave crisi dei suoi 26 anni di governo, dovuta alle accuse di brogli elettorali durante le votazioni del 9 agosto, che hanno visto la sua rielezione con un margine molto alto di consensi. Le piazze contestano i risultati e vogliono le dimissioni dell’esecutivo. Il presidente, da parte sua, ha accusato alcuni Paesi stranieri di aver fomentato i disordini e afferma che i manifestanti sono finanziati dall’estero. “Non dovrebbero più esserci disordini di alcun tipo a Minsk”, ha riferito il 19 agosto, annunciando una nuova repressione delle proteste nella capitale. “Le persone sono stanche. Le persone chiedono pace e tranquillità”, ha aggiunto Lukashenko.

La polizia aveva mantenuto un basso profilo durante una protesta popolare pacifica a Minsk, il 16 agosto, e le manifestazioni si sono quindi estese ad alcuni dei principali impianti industriali della Bielorussia. Il 19 agosto, le forze di sicurezza hanno disperso una manifestazione e arrestato due persone nello stabilimento di Minsk Tractor Works (MTZ). La polizia ha anche preso il controllo del principale teatro statale di Minsk, che era diventato un punto di raccolta per gli organizzatori delle proteste quando il suo direttore, un ex diplomatico bielorusso, è stato rimosso dalla sua posizione dopo essersi espresso a favore delle manifestazioni dell’opposizione.

Lukashenko ha ordinato di rafforzare i controlli alle frontiere per prevenire un afflusso di “combattenti e armi” e ha dato poteri alle agenzie di intelligence per cercare gli organizzatori delle manifestazioni. In tale contesto, l’UE vuole evitare il ripetersi delle violenze che hanno scosso la vicina Ucraina, dove il leader filo-Mosca è stato deposto da una rivolta popolare 6 anni fa, innescando un intervento militare russo e il conflitto più letale nella storia recente dell’Europa. “Per noi è chiaro che la Bielorussia deve trovare la propria strada e questo deve avvenire attraverso il dialogo nel Paese, non deve esserci alcun intervento dall’esterno”, ha affermato la cancelliera tedesca, Angela Merkel. La Germania ha chiaramente affermato di non avere alcun ruolo da mediatore nella crisi, sottolineando di aver provato a telefonare a Lukashenko. Tuttavia, il presidente “si è rifiutato di parlare con me, cosa che mi dispiace”, ha dichiarato la Merkel.

La Russia ha costantemente messo in guardia l’Occidente per quanto riguarda l’ingerenza in Bielorussia, che ha legami economici, culturali e politici molto stretti con Mosca. Il Paese è centrale nella strategia per la Difesa della Russia. Il 19 agosto, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accusato potenze straniere, non meglio identificate, di interferire nella situazione nel Paese. Alcuni funzionari europei, invece, hanno sottolineato che l’opposizione bielorussa, a differenza di quella dell’Ucraina, non sembra essere intenzionata ad allentare i legami con la Russia, ma solo a deporre Lukashenko. “La Bielorussia non è l’Europa”, ha affermato il commissario europeo all’Industria, Thierry Breton, paragonandola all’Ucraina e alla Georgia filo-occidentale, entrambi obiettivi di operazioni militari russe. “La Bielorussia è davvero fortemente collegata con Mosca e la maggior parte della popolazione è favorevole a questi stretti legami”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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