Bielorussia: l’Europa e il Cremlino cercano soluzione condivisa

Pubblicato il 19 agosto 2020 alle 9:05 in Bielorussia Europa Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Europa si muove per trovare una soluzione alla crisi bielorussa che abbia il beneplacito del Cremlino. La Russia, tuttavia, ribadisce la propria assoluta contrarietà nei confronti di eventuali ingerenze esterne negli affari della Repubblica di Bielorussia.

Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso di un colloquio con il suo omologo francese Emmanuel Macron, ha sottolineato ancora una volta l’inaccettabilità di ingerenze esterne negli affari della Repubblica di Bielorussia e di qualsivoglia pressione nei confronti delle autorità di Minsk. È quantocomunicato in una nota pubblicata sul sito ufficiale del Cremlino, nella quale viene riferito che la telefonata ha avuto luogo su iniziativa francese.

“Nel corso della discussione sull’aggravarsi della situazione in Bielorussia Vladimir Putin ha sottolineato l’inaccettabilità di ingerenze esterne negli affari della Repubblica di Bielorussia e di pressioni nei confronti delle autorità bielorusse. Da ambo le parti è stata espressa la piena intenzione di arrivare ad una rapida risoluzione di tutte le problematiche” – si legge nel comunicato ufficiale.

Prima di sentire Macron il presidente Putin aveva già intrattenuto una conversazione sulla crisi Bielorussia con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel comunicato del Cremlino si legge che la telefonata ha avuto luogo su iniziativa di Berlino, e anche a Merkel il presidente russo ha chiarito che Mosca non ammette ingerenze straniere, e che è necessaria una soluzione condivisa. “La situazione in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali è stata attentamente valutata. La parte russa ha sottolineato l’inaccettabilità di qualsiasi tentativo di interferire dall’esterno negli affari interni della repubblica, che porterebbe a un’ulteriore escalation della crisi. La speranza è stata espressa per una rapida normalizzazione della situazione” – si legge nella nota.

Infine Putin ha parlato con il presidente del consiglio europeo Charles Michel.  “Alla vigilia del vertice dell’Unione Europea, è stata discussa la situazione attuale in Bielorussia. La parte russa ha espresso preoccupazione per i tentativi di un certo numero di stati di esercitare pressioni sulla leadership della repubblica e in ogni modo possibile per destabilizzare la situazione politica interna. È stato espresso interesse a prevenire uno scenario conflittuale per lo sviluppo di eventi” – rende noto il Cremlino in un comunicato.

L’Unione Europea ha convocato su richiesta di Polonia e Lituania un consiglio europeo straordinario per discutere una risposta congiunta alla crisi bielorussa. Frattanto la Svezia ha deciso di sospendere parzialmente gli aiuti che elargiva a Minsk. La leader dell’opposizione, Svetlana Tichanovskaja, ha chiesto a Bruxelles di non riconoscere il risultato del voto del 9 agosto, che ha visto la conferma per la sesta volta del presidente uscente Aleksandr Lukašenko con oltre l’80% dei voti.

Il 14 agosto, i ministri degli esteri dei 27 paesi dell’UE hanno tenuto una videoconferenza, durante la quale hanno deciso di iniziare a sviluppare una lista nera di rappresentanti della leadership bielorussa responsabili, secondo Bruxelles, di “violenza della polizia e falsificazione dei risultati delle elezioni del 9 agosto”. A tutti quelli sulla lista sarà vietato l’ingresso nell’UE, i loro beni bancari nell’Unione europea saranno congelati.

Una nuova lista nera per la Bielorussia non è stata ancora sviluppata in vista del vertice di oggi, 19 agosto. Come ha affermato mercoledì Nabil Massrali, rappresentante del servizio di politica estera dell’Unione europea in un briefing a Bruxelles, “la preparazione della lista delle sanzioni è già iniziata, ma non si sa ancora quando sarà completata”. Massrali ha affermato inoltre che le sanzioni saranno adottate “in base al regime di sanzioni esistente contro la Bielorussia, che è valido fino al 28 febbraio 2021 e include un divieto di fornitura di armi a questo paese, nonché una lista nera di quattro persone associate alla scomparsa di personalità dell’opposizione e giornalisti”.

Le principali sanzioni dell’UE derivanti da Bruxelles per la violazione dei diritti umani in Bielorussia sono in vigore dal 2003 e sono state revocate gradualmente nel 2015-2016.

Continuano intanto le proteste a Minks e in altre città della Bielorussia. A Grodno le autorità locali hanno acconsentito alle richieste dei manifestanti, garantendo libertà di manifestazione nella principale piazza cittadina e assicurando che non vi saranno interventi delle forze dell’ordine.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.