L’Italia e l’Europa sostengono la Tunisia nella lotta all’immigrazione illegale

Pubblicato il 18 agosto 2020 alle 10:06 in Italia Tunisia

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Il presidente tunisino, Kais Saied, ha incontrato, il 17 agosto, una delegazione congiunta italo-europea, per discutere dei crescenti flussi migratori illegali diretti verso le coste italiane. Tra i partecipanti, il ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, e la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese.

Il meeting, svoltosi nella capitale Tunisi, ha poi visto la presenza dei membri della Commissione UE per gli Affari interni, la svedese Ylva Johansson, e per il Vicinato e l’allargamento, l’ungherese Oliver Varhelyi. Come riferito dal primo ministro tunisino ad interim, Hichem Mechichi, la Tunisia ha colto l’occasione per ribadire come sia necessario far fronte alle cause che spingono centinaia di tunisini a lasciare, illegalmente, il proprio Paese. Affrontare l’immigrazione illegale, è stato specificato, significa affrontare il problema alla radice, in quanto i soli accordi in materia di sicurezza non sono sufficienti.

Come riferito da Mechichi, che ha anch’egli incontrato le due delegazioni, gestire la sicurezza è importante, ma non fornisce soluzioni permanenti al fenomeno dell’immigrazione illegale e alle problematiche connesse. A tal proposito, sia l’Italia sia l’Unione Europea si sono dette disposte a cooperare e a fornire sostegno al Paese Nord-africano per favorirne lo sviluppo economico e sociale attraverso progetti “interni”, ovvero indirizzati alle istituzioni tunisine. Nello specifico, le due parti creeranno un comitato tecnico congiunto che si impegnerà per elaborare nuovi progetti, indirizzati anche alla componente giovanile, per garantire lo sviluppo delle regioni interne e contenere il fenomeno migratorio. Mechichi ha poi sottolineato che la delegazione italo-europea ha espresso la propria disponibilità a potenziare le capacità del Ministero dell’Interno in materia di messa in sicurezza delle frontiere marittime, ed ha affermato che l’accordo creerebbe nuovi orizzonti di sviluppo in Tunisia.

Ciò è stato evidenziato anche dal presidente Saied, il quale ha riferito che le tre parti si sono dette concordi nell’adottare un approccio inclusivo volto a contrastare povertà e disoccupazione. Il ministro italiano Di Maio, da parte sua, ha riferito che, sebbene l’Italia sia disposta a sostenere la Tunisia nella creazione di posti di lavoro e programmi per i più giovani, i migranti che arrivano illegalmente nei territori italiani non potranno sostarvi. Tuttavia, Italia e Tunisia continueranno i propri negoziati volti a trovare formule di “cooperazione bilaterale”.

A sua volta, la ministra Lamorgese ha affermato che “la questione degli sbarchi va affrontata a livello europeo”, e la presenza dei rappresentanti dell’UE all’incontro del 17 agosto è un segnale dell’importanza della problematica anche per Bruxelles. La ministra dell’Interno ha poi riferito che il traffico dei migranti colpisce in particolare l’Italia, e, nello specifico, la Sicilia e Lampedusa, e pone ulteriori sfide soprattutto in un contesto di emergenza da coronavirus. Tuttavia, ha riferito Lamorgese, la Tunisia può contare sull’Italia e sull’Europa, ma dovrà anch’essa impegnarsi. A detta della ministra, grazie ai progetti che verranno avviati, i giovani tunisini “non devono vedere l’Italia come punto di approdo, ma assumere consapevolezza del loro futuro in Tunisia”.

Il fenomeno migratorio è strettamente connesso alla perdurante instabilità politica e alla crisi economica della Tunisia. Il premier ad interim Mechichi è alle prese con le consultazioni volte a formare una nuova squadra governativa, ma tale missione non sembra essere semplice. Non da ultimo, fonti del governo tunisino hanno dichiarato che l’attuazione di misure di sicurezza più rigorose in materia di migrazione è ostacolata dalla mancanza di mezzi materiali. Per tale ragione, la Tunisia è alla ricerca di soluzioni a lungo termine che affrontino le radici profonde del problema, connesse all’economia del Paese. I dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica hanno mostrato che il tasso di disoccupazione è giunto al 18%, un livello definito senza precedenti. Inoltre, nel secondo trimestre del 2020, il PIL ha subito una diminuzione di circa il 21,6%.

Secondo quanto riferito dalla ministra dell’Interno italiana, il numero di immigrati in arrivo in Italia è aumentato di quasi il 150% negli ultimi 12 mesi. Tra il primo agosto 2019 e il 31 luglio 2020, 21.618 immigrati sono approdati sulle coste italiane, con un aumento del 148,7% rispetto al numero di migranti dello stesso periodo dello scorso anno, pari a 8.691. Per l’80% si tratta di migranti provenienti da Libia e Tunisia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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