Comitato per l’Intelligence del Senato: la Russia supportò Trump

Pubblicato il 18 agosto 2020 alle 20:44 in Russia USA e Canada

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Il Comitato per l’Intelligence del Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha concluso che il Cremlino ha effettuato grandi sforzi per sostenere Donald Trump alle elezioni del 2016, secondo il quinto e ultimo rapporto sull’interferenza elettorale. 

Il rapporto è stato reso noto il 18 agosto e ha anche rivelato che il sito web WikiLeaks ha svolto un ruolo chiave per la partecipazione della Russia alle elezioni del 2016, probabilmente sapendo di star assistendo l’intelligence russa. Tuttavia, il documento non giunge a una conclusione definitiva sul fatto che ci siano prove sufficienti contro il presidente Trump. In ogni caso, l’ex presidente della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, ha lavorato con i russi, secondo il rapporto. Tra questi vi era incluso l’oligarca Oleg Deripaska, con cui Manafort ha avuto rapporti prima, durante e dopo le elezioni del 2016. Secondo il documento, inoltre, ci sono stati contatti significativi tra Mananfort e Konstantin Kilimnik, che il comitato descrive senza equivoci come un ufficiale dell’intelligence russa. Il panel del Senato ha riferito che il ruolo di Manafort e la vicinanza a Trump hanno creato un’opportunità da non perdere per l’intelligence russa, affermando che il suo “accesso di alto livello e la volontà di condividere informazioni con individui strettamente collegati ai servizi di intelligence russi rappresenta una grave minaccia di controspionaggio”.

Il documento afferma che Manafort ha condiviso i dati dei sondaggi interni della campagna di Trump con Kilimnik e dichiara che ci sono “alcune prove” che l’ufficiale russo possa essere stato collegato all’operazione del Cremlino per hackerare e far trapelare le e-mail di Hillary Clinton, sebbene tale materiale non venga fornito. Intanto, la Russia ha cercato di screditare le indagini sul ruolo di Mosca nell’ingerenza elettorale, secondo il documento del Senato. “Il Comitato ha osservato numerosi attori del governo russo dalla fine del 2016 ad almeno gennaio 2020 diffondere costantemente false narrazioni che cercavano di screditare le indagini sull’interferenza russa nelle elezioni statunitensi del 2016 e diffondere false informazioni sugli eventi del 2016”, afferma il rapporto. Il documento conta un totale di oltre 1.300 pagine ed è stata presentata come “la descrizione più completa, fino ad oggi, delle attività della Russia e della minaccia che rappresentano”. L’indagine bipartisan è durata quasi 3 anni e mezzo, molto più a lungo delle altre ricerche di questo tipo.

A tale proposito, alcuni funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti ritengono che la collaborazione tra la Casa Bianca e Mosca sia ancora in atto. Questi hanno avvertito i membri del Congresso che la Russia stava cercando di interferire nella campagna elettorale del 2020 a favore dell’attuale presidente Trump, in un briefing che ha portato alla brusca rimozione del direttore ad interim dell’intelligence nazionale. Secondo quanto ha riferito il New York Times, il 20 febbraio, quando Trump è venuto a conoscenza del briefing ha subito voluto incontrare Joseph Maguire, ex capo ad interim dell’intelligence, per comunicargli che divulgare tali informazioni rappresentava un comportamento sleale. Fino ad allora, Maguire era stato un candidato di spicco a diventare direttore permanente dell’agenzia. A seguito di tali eventi, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato, invece, la nomina di un suo fedelissimo, l’ambasciatore americano in Germania, Richard Grenell. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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