Argentina: protesta contro il governo Fernández

Pubblicato il 18 agosto 2020 alle 8:41 in America Latina Argentina

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Migliaia di persone si sono mobilitate lunedì 17 agosto in diverse parti dell’Argentina per protestare contro il governo di Alberto Fernández. Era la terza volta che i settori dell’opposizione manifestavano durante il periodo di quarantena. Avevano già organizzato marce il 20 giugno e il 9 luglio. I manifestanti contestano al governo le misure di quarantena, la controversa riforma della giustizia e l’insicurezza dilagante.

La protesta è stata indetta principalmente attraverso i social network con gli hashtag #17ASalimosTodos e #17ABanderazoporlaLibertad. Sebbene nessun partito di opposizione abbia formalmente richiesto la partecipazione alla mobilitazione, diversi leader della coalizione liberale-radicale Juntos Por el Cambio dell’ex presidente Mauricio Macri hanno pubblicamente sostenuto l’iniziativa.

Nella città di Buenos Aires, l’epicentro della protesta è stato l’Obelisco, dove manifestanti con bandiere argentine hanno cominciato a radunarsi pochi minuti prima delle 16, ora locale. Nell’entroterra del paese, si riunivano in luoghi simbolici quali piazze e monumenti: come il Patio Olmos e la Plaza San Martín de Jesús María a Córdoba; la piazza Moreno a La Plata; il Monumento alla Bandiera a Rosario; e l’incrocio tra Calle Sarmiento e Avenida San Martín a Mendoza.

La protesta è stata molto sentita anche nella periferia e nella provincia di Buenos Aires. Sull’autostrada panamericana una lunga carovana di auto si è mobilitata contro il governo. Le immagini della carovana che protestava suonando i clacson sono diventate rapidamente virali sui social network. Si sono verificati episodi di protesta a Bahía Blanca, Mar del Plata, Luján, Junín, Tandil e Olavarría.

Centinaia di manifestanti si sono radunati di fronte alla Quinta de Olivos, dove vive il presidente Alberto Fernández, e un gruppo più piccolo all’angolo tra Juncal e Uruguay, dove si trova l’appartamento della vicepresidente Cristina Kirchner. Nell’edificio della vicepresidente, un vicino ha appeso una grande bandiera argentina con la scritta “Repubblica Democratica Argentina”.

Molti parenti di vittime di episodi di violenza e insicurezza sono arrivati di fronte alla residenza presidenziale. Portavano cartelli con i nomi e le foto dei familiari uccisi per cui chiedono giustizia.

Tra gli slogan che maggiormente ripetuti in piazza e sui social, le critiche alla riforma giudiziaria promossa dalla coalizione peronista al potere, proteste contro le misure di quarantena, il ripudio della corruzione e la richiesta di maggiore sicurezza.

Il governo federale ha condannato le manifestazioni, sottolineando che si tratta di un “attacco alla salute degli argentini” perché avvenuto durante il picco di infezioni e morti per coronavirus. Il presidente Alberto Fernández ha affermato che manifestare “è un invito al contagio”. L’Argentina ad oggi registra 299.126 casi di positività al Covid-19 e 5.814 morti.

Tuttavia, la manifestazione del 17 agosto ha riacceso le tensioni all’interno della coalizione di opposizione. Mentre il capo della formazione liberale Propuesta Republicana, Patricia Bullrich, e l’esponente della Unión Cívica Radical, Luis Brandoni, sono scesi in piazza tra la folla, il capo del governo di Buenos Aires, Horacio Rodríguez Larreta,  prendeva le distanze dalla protesta e chiedeva ai manifestanti “massima attenzione con il distanziamento”.

La riforma della giustizia contestata dall’opposizione prevede l’unificazione della giustizia penale correzionale e di quella penale economica e la moltiplicazione dei tribunali federali nel Paese, in modo da ridurre il potere e la mediaticià dei magistrati. La riforma prevede inoltre modifiche alla rotazione dei magistrati alla Corte Suprema, all’assegnazione delle cause e ad alcuni aspetti procedurali. Quanto alla quarantena, in Argentina è in vigore dal 20 marzo, e solo minime misure di allentamento sono state applicate da allora.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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