Visita inattesa del ministro degli Esteri tedesco in Libia

Pubblicato il 17 agosto 2020 alle 18:58 in Germania Libia

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Il ministro degli Esteri tedesco ha effettuato una visita inaspettata a Tripoli, il 17 agosto. Lo stesso giorno, anche il ministro della Difesa della Turchia ha tenuto colloqui con il Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato da Fayez al-Sarraj. 

Ankara fornisce supporto militare al governo tripolino contro le forze armate della Cirenaica, guidate dal generale Khalifa Haftar. “Crediamo che raggiungeremo i risultati desiderati sostenendo i nostri fratelli libici nella loro giusta causa”, ha dichiarato Hulusi Akar, ministro della Difesa turco, il 17 agosto, durante la sua visita a Tripoli. Secondo il Ministero della Difesa turco, Akar e il capo di Stato Maggiore turco, il generale Yasar Guler, si trovano in Libia per “monitorare le operazioni” nell’ambito dell’accordo di cooperazione militare tra Ankara e lo GNA. 

Lo stesso giorno, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha incontrato la sua controparte libica. Tuttavia, le autorità della Germania hanno sottolineato che il rappresentante di Berlino non ha tenuto colloqui con la delegazione turca. Maas ha affermato che il processo avviato durante la conferenza di Berlino è rimasto il piano da seguire per la risoluzione del conflitto e ha dichiarato di sostenere le richieste di creare una zona smilitarizzata intorno a Sirte. “In questo momento notiamo una calma ingannevole in Libia. Entrambe le parti e i loro alleati internazionali continuano ad armare il Paese su vasta scala e si attengono ai presupposti per un cessate il fuoco”, ha affermato dopo l’incontro. Maas ha sottolineato la necessità di avviare colloqui diretti tra le due parti e fermare l’escalation nei pressi di Sirte, luogo dei recenti tensioni militari. Il rappresentante di Berlino ha anche chiesto la revoca del blocco petrolifero e l’equa distribuzione della vasta ricchezza derivante dal greggio del Paese. 

Da parte sua, il ministro degli Esteri libico, Mohamed Taher Siala, ha affermato che il suo Paese non ha bisogno di nuove iniziative per risolvere il conflitto, ma di una Costituzione che apra la strada a elezioni democratiche. Siala ha aggiunto che il GNA ha respinto con forza l’Operazione Irini, una missione dell’Unione Europea volta a far rispettare l’embargo sulle armi imposto dall’ONU in Libia nel 2011. Tripoli ritiene che tale misura che “non tenga sotto controllo il trasferimento di armi e mercenari destinate agli aggressori”. Dopo la Libia, Maas dovrebbe recarsi ad Abu Dhabi per incontrare la sua controparte e esortarla a utilizzare l’influenza degli Emirati Arabi Uniti con Haftar “in linea con il vertice di Berlino”.

La conferenza di Berlino ha avuto luogo il 19 gennaio e ha visto la partecipazione di diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale al-Sarraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. A livello economico, l’attenzione è stata posta sulle riforme da intraprendere per la ripresa del Paese. Sul versante militare, la parti avevano concordato la formazione di un Comitato per il monitoraggio e per la supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino aveva esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e a indire elezioni libere, inclusive ed eque.

Nel frattempo, i fronti di combattimento libici sembrano assistere ad una fase di stasi, in attesa dei risultati della mobilitazione diplomatica avviata nelle ultime settimane. Sebbene la Russia si sia detta disposta ad attuare “passi concreti” per giungere ad una soluzione definitiva, non manca il sostegno di Mosca alle forze dell’Esercito nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar. In particolare, tra il 15 ed il 16 agosto, sono stati intercettati sei aerei cargo russi provenienti dalla città siriana di Latakia e atterrati presso gli aeroporti di Labreg e Benina, nell’Est libico, con a bordo, presumibilmente, armi e mercenari per l’LNA. Dall’altro lato, fonti dell’LNA hanno riportato che anche Ankara ha inviato ulteriori mercenari siriani presso i fronti di combattimento libici, a fianco dell’esercito di Tripoli, dopo essere stata accusata di aver dispiegato circa 10.000 jihadisti.

A tal proposito, fonti filo-Haftar hanno riferito che, il 16 agosto, un velivolo turco è stato visto atterrare presso Misurata. Questo proveniva da Gaziantep, una città turca dove si pensa che Ankara abbia allestito un campo di addestramento per preparare nuovi mercenari. Per settimane le forze del GNA hanno provato ad di avanzare verso la città di Sirte, situata a circa 450 km da Tripoli, e la base aerea di al-Jufra, con l’obiettivo di proseguire, in un secondo momento, con la conquista delle installazioni petrolifere e dei giacimenti posti ancora sotto il controllo di Haftar. Si tratta di postazioni definite delle “linee rosse” da più parti, tra cui Mosca. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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