Mar Cinese Meridionale: la Malesia uccide un pescatore vietnamita

Pubblicato il 17 agosto 2020 alle 19:57 in Malesia Vietnam

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Le autorità malesi hanno comunicato, il 17 agosto, che la Guardia costiera di Kuala Lumpur ha ucciso un pescatore vietnamita all’interno delle proprie acque territoriali, nel Mar Cinese Meridionale il giorno precedente. Spiegando le dinamiche dell’accaduto, l’autorità costiera malese ha da subito specificato di essere intervenuta dopo che la nave del pescatore ucciso avrebbe cercato di colpire una sua imbarcazione.

In particolare, il direttore della Guardia costiera, Zubil Mat Som, avrebbe specificato che, nella sera del 16 agosto scorso, dopo che due pescherecci vietnamiti si erano introdotti in acque malesi, la Guardia costiera aveva sparato due colpi d’arma da fuoco in aria come avvertimento. Nonostante ciò, i pescherecci avrebbero approcciato una nave della Guardia costiera colpendola e avrebbero lanciato su di essa una bottiglia riempita con benzina e uno pneumatico, nel tentativo di appiccarvi il fuoco. A quel punto, gli ufficiali malesi si sarebbero visti costretti a sparare in auto-difesa colpendo un pescatore vietnamita che è stato poi dichiarato morto per le ferite da arma da fuoco riportate, una volta tornati a terra.

L’incidente sarebbe avvenuto a circa 80 miglia nautiche da Tok Bali, nello Stato Nord-Orientale di Kelantan e, secondo quanto riferito dalle autorità malesi, l’imbarcazione della Guardia costiera avrebbe subito danni dall’impatto, definito aggressivo. Zubil Mat Som si è detto dispiaciuto per l’incidente ma ha assicurato che i suoi uomini hanno agito per proteggere le proprie vite e la sovranità nazionale malese. Dopo l’incidente, l’imbarcazione vietnamita e i 18 pescatori a bordo sarebbero stati portati in un attracco della Guardia costiera malese, dopodiché sono stati incarcerati e saranno sottoposti ad indagini per più accuse tra le quali figurano pesca illegale, ingresso illegale e tentato omicidio.

In precedenza, più pescatori malesi avevano lamentato la frequente incursione nelle acque di Kuala Lumpur da parte di imbarcazioni vietnamite, ritenute colpevoli di distruggere le loro reti da pesca. Il Ministero degli Esteri vietnamita ha affermato di essere al corrente della situazione, di essere in contatto con la controparte malese e ha rilasciato una dichiarazione, con la quale si è detto estremamente preoccupato per l’incidente e ha richiesto alla Malesia di verificare e indagare sul caso, agendo fermamente con il personale responsabile per la morte del pescatore vietnamita.

Le acque del Mar Cinese Meridionale sono particolarmente ricche di risorse ittiche ed energetiche e per esse transitano fiorenti rotte commerciali. Per tali ed altre ragioni, l’area in questione rappresenta un punto critico nelle relazioni tra molti Stati del Sud-Est asiatico e la Cina, le cui rivendicazioni di sovranità vi si sovrappongono.

In particolare, Pechino sostiene di avere diritto sulla quasi totalità del Mar Cinese Meridionale, secondo presupposti storici e, in particolare, in base ad una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto l’autorità sul Mar Cinese Meridionale, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne contendono alcune porzioni. Spesso, le dispute sui diritti di pesca conducono a scontri che, in passato, sono di frequente sfociati in violenza.

Al momento, la Cina e i Paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), ovvero Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Birmania, Laos, Cambogia e Vietnam, stanno portando avanti negoziati per redigere un Codice di Condotta (COC) del Mar Cinese Meridionale che porrà le basi per stabilire un meccanismo di risoluzione delle dispute legate a tali acque, il quale dovrebbe essere ultimato nel 2021.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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