Ex premier kirghiso “defunto” risuscita in Bielorussia

Pubblicato il 17 agosto 2020 alle 5:56 in Bielorussia Kirghizistan

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Per dare una sensazione di normalità durante le proteste nel suo Paese, il presidente bielorusso Aleksandr Lukašenko ha scelto di visitare un centro di biotecnologia agricola nel distretto di Puchoviči, a circa settanta kilometri a sud-est di Minsk. Le immagini del capo dello stato bielorusso hanno suscitato particolare interesse in Kirghizistan: accanto a lui c’era l’ex primo ministro Daniyar Usenov. Sennonché, ufficialmente, Usenov è morto da sette anni. 

Usenov fu estromesso dall’incarico il 7 aprile 2010, il giorno in cui decine di suoi concittadini sono stati uccisi dalle forze governative mentre protestavano contro un’élite considerata corrotta e prepotente. Nel 2013 la famiglia lo fece dichiarare morto. 

Il retroscena di come il leader politico kirghiso caduto in disgrazia sia stato coinvolto così pesantemente nell’agroindustria bielorussa è stato scoperto l’anno scorso grazie a un’indagine giornalististica. Analizzando i giornali dell’azienda agricola BNBK, i giornalisti del sito d’informazione Naviny hanno scoperto che almeno il 22% dell’azienda appartiene, per mezzo di società registrate in Gran Bretagna, ad Asylbek Saliyev, nipote dell’ex presidente kirghiso Kurmanbek Bakiyev, deposto lo stesso giorno di Usenov.

Saliyev, che ha ancora poco più di 30 anni, possiede quote di maggioranza in due società scozzesi, Altastar e Maxforse. Queste società possiedono rispettivamente l’11% e l’11,5% di BNBK, secondo il rapporto di Naviny. Altre quote appartengono al governo bielorusso, che detiene il 25%, e ad aziende con sede negli Emirati Arabi Uniti i cui beneficiari finali sono sconosciuti. Un altro 20% è di proprietà di una filiale della società di investimento statale cinese CITIC Group Corporation. Altre parti interessate note nel 2019 erano la China Oil and Foodstuffs Corporation di proprietà statale, con il 9%, e Viren-Invest, con sede in Russia, con l’1%.

Asylbek Saliyev è il figlio del fratello di Bakiyev, Janysh, un tempo oggetto di un mandato di arresto internazionale per omicidio di massa, sequestro di persona e criminalità organizzata. Dopo che il presidente Bakiyev fu estromesso, gli è stato offerto asilo in Bielorussia dove ha successivamente preso la residenza e la cittadinanza.

È stato Janysh Bakiyev a dirigere la guardia presidenziale accusata di essere responsabile di gran parte delle sparatorie che hanno portato alla morte di almeno 87 persone nella capitale del Kirghizistan, Bishkek, il 7 aprile 2010. Questo è stato il reato più grave di Janysh Bakiyev, che, tuttavia, aveva presieduto un regno di terrore per i cinque anni di presidenza del fratello. È accusato, tra le altre cose, di essere stato responsabile dell’omicidio del marzo 2009 dello stretto confidente di Bakiyev ,diventato poi oppositore, Medet Sadyrkulov.

Ci sono forti motivi per sospettare che qualunque investimento la famiglia Bakiyev abbia fatto in Bielorussia e altrove sia stato finanziato con i soldi sottratti illegalmente alle casse del Kirghizistan. Secondo alcune stime, quei soldi ammontano a centinaia di milioni di dollari.

Che Usenov avesse seguito la famiglia Bakiyev in Bielorussia era solo una supposizione, finché nel 2018 i media bielorussi hanno iniziato a pubblicare foto dell’ex premier kirghiso. L’uomo tuttavia, nega di essere Usenov, afferma infatti di chiamarsi Daniil Timurovič Urickij e di essere cittadino bielorusso. D’altronde Usenov è ufficialmente morto in Malesia nel 2013. 

Il governo di Bishkek ha inoltrato una nota di protesta a Minsk, ma per i bielorussi, è Urickij che gestisce la BNBK. Usenov, invece, è stato condannato all’ergastolo in contumacia in Kirghizistan per crimini commessi mentre era in carica.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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