India-Nepal: primo dialogo dall’inizio della disputa di confine

Pubblicato il 15 agosto 2020 alle 19:28 in India Nepal

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Il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il suo omologo nepalese, Khadga Prasad Sharma Oli, hanno avuto un confronto, sabato 15 agosto, per la prima volta da quando si è accesa, tra i due Paesi, una disputa sulla definizione dei confini, nel maggio 2020. Oli ha chiamato Modi in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’India e si è congratulato con lui per la recente elezione del Paese a membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo quanto si apprende da una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri di Nuova Delhi, durante la telefonata, Modi “ha ricordato i legami di cultura e civiltà che i due Paesi condividono, mostrandosi aperto a dialogare con la controparte per risolvere le dispute correnti.

Il 13 giugno, il Nepal ha approvato allunanimità una proposta di emendamento costituzionale con la quale ha ridisegnato i confini del Paese, includendo nel proprio territorio un’area contesa con l’India. Nuova Delhi ha subito rifiutato la mappa, affermando che non fosse basata su alcun fatto o prova storica. La modifica territoriale riguarderebbe

Lipu Lekh, un passo himalayano al confine con il Tibet, il territorio di Kalapani, nel bacino dell’omonimo fiume, e Limpiyadhura, tutte aree contese con l’India.

I legami tra Nuova Delhi e Kathmandu sono tesi da maggio, dopo l’inaugurazione di una strada di collegamento himalayana costruita dall’India in una regione contesa, che si trova in territorio strategico tra Tibet e Cina. La via di comunicazione è lunga 80 km ed è stata inaugurata dal ministro della Difesa indiano, Rajnath Singh, l’11 maggio. La strada attraversa il passo himalayano di Lipulekh, considerata una delle rotte commerciali più brevi e praticabili tra India e Cina. Il Nepal ha fortemente contestato l’inaugurazione della strada, che ha denunciato come un esempio di bullismo da parte di Nuova Delhi, innescando una nuova disputa sul territorio. 

Sabato 15 agosto, durante il discorso nel Giorno dell’Indipendenza, Modi ha chiesto la pace e l’armonia nell’Asia meridionale, aggiungendo che i leader, i politici e gli intellettuali dovrebbero assumersi la loro responsabilità per garantire lo sviluppo e il progresso della regione. Oli, dal canto suo, ha apprezzato la “rinnovata apertura” di Modi e ha dichiarato di “attendere con impazienza una significativa cooperazione bilaterale tra i due Paesi”, secondo quanto affermato in una dichiarazione del Ministero degli Affari esteri nepalese.

Le contese territoriali tra Nepal e India risalgono al Trattato di Sugauli, stipulato tra gli allora Regno del Nepal e Compagnia delle Indie orientali, il 4 marzo 1816. In base al contenuto di tale accordo, il confine del Nepal è segnato dal fiume Makhali, che attraversa Kalapani, dove riceve molti affluenti. Mentre l’India rivendica il dominio territoriale sulla fonte del fiume sostenendo che essa si trovi a Kalapani, il Nepal, al contrario, ritiene che essa sia nel passo di Lipu Lekh, dove si originano molti dei suoi affluenti.

Nel 2019, l’India aveva definito una nuova mappa che includeva Kalapani nel proprio Stato di Uttarakhand, provocando accese proteste nepalesi. Il Nepal rivedica da tempo le aree di Limpiyadhura, Kalapani e Lipulekh, in conformità con il trattato di Sugauli del 1816 con il British Raj. Tuttavia, queste aree erano rimaste sotto il controllo delle truppe indiane quando l’India ha combattuto una guerra con la Cina nel 1962. In tale contesto, l’India aveva dichiarato, a giugno, che non avrebbe avviato negoziati con il Nepal fino a quando il suo focolaio di coronavirus non fosse stato messo sotto controllo. Kathmandu, tuttavia, chiedeva che gli incontri venissero avviati il prima possibile. “Se il coronavirus è un ostacolo per l’inizio di un dialogo diplomatico, avrebbe dovuto essere un ostacolo anche per l’inaugurazione della strada di collegamento”, aveva affermato il ministro degli Esteri del Nepal, Pradeep Gyawali, il 9 giugno. “Tuttavia, se il coronavirus non ha creato alcun problema all’inaugurazione, ciò significa che ci sono alcune controversie, ci sono alcuni paradossi”, aveva aggiunto.
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Chiara Gentili

di Redazione

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