Gran Bretagna: obbligo di quarantena per i turisti di ritorno dalla Francia

Pubblicato il 15 agosto 2020 alle 7:33 in Francia UK

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Diversi cittadini britannici sono tornati di corsa dalle vacanze estive in Francia dopo che il loro governo ha annunciato che avrebbe presto imposto una quarantena di 14 giorni ai viaggiatori oltremanica, a causa dell’aumento delle infezioni da coronavirus.

Il governo di Londra ha diffuso la notizia della misura venerdì 14 agosto, dichiarando che avrebbe imposto la quarantena a tutti gli arrivi dalla Francia a partire dalle 03:00 di sabato. Pertanto, circa 160.000 turisti britannici hanno avuto poco più di 24 ore per tornare a casa ed evitare di doversi isolare una volta rientrati.

L’improvviso cambiamento ha inferto un nuovo colpo a turisti, compagnie aeree e tour operator che speravano in una ripresa degli spostamenti dopo il lockdown. Molti cittadini britannici, in vacanza in Francia, si sono diretti verso il porto di Calais sperando di prendere allultimo minuto un traghetto o un treno navetta per tornare a casa in tempo. “Abbiamo cambiato i nostri piani quando abbiamo sentito la notizia la scorsa notte. Abbiamo deciso di tornare a casa un giorno prima per evitare la quarantena”, ha detto una donna britannica intervistata dallagenzia di stampa Reuters in una stazione di servizio sull’autostrada per Calais. Venerdì pomeriggio sono iniziate le code di automobili e le compagnie di traghetti hanno aggiunto ulteriori traversate per permettere a più persone di tornare in Gran Bretagna, ha riferito Jean-Marc Puissesseau, capo del porto di Calais.

Le nuove regole di quarantena si applicheranno, secondo la disposizione, alla Francia, che è la seconda destinazione turistica più popolare per i britannici, ai Paesi Bassi e all’isola di Malta. La Spagna, che rappresenta la destinazione preferita dai turisti inglesi, è interessata dalle regole di quarantena, imposte dal governo britannico, fin dal 26 luglio.

La Francia ha avvertito che prenderà provvedimenti simili, causando ulteriori problemi alle compagnie aeree che potrebbero essere costrette a cancellare ancora più voli. La società IAG, proprietario di British Airways, ha già subito un crollo del 6%, mentre EasyJet, che ha garantito la massima operatività nei prossimi giorni, è scesa del 7%.

Quando i Paesi europei hanno cominciato a introdurre le misure di quarantena per la prima volta a marzo, la Gran Bretagna è stata spesso criticata per non aver limitato gli arrivi dall’estero. Tuttavia, da giugno, dopo un aumento vertiginoso dei casi, Londra si è ritrovata a dover introdurre rigidi controlli sugli arrivi e a imporre lobbligo di auto-isolamento.

Secondo alcuni, l’inasprimento della quarantena per i viaggi all’estero, contrasta con l’allentamento delle regole in patria, dove il primo ministro, Boris Johnson, ha ordinato di riaprire le attività, cercando di favorire la ripresa delleconomia. Tuttavia, il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha negato la contraddizione tra le politiche, affermando che l’obiettivo è quello di mantenere il tasso di riproduzione dell’infezione al di sotto di uno. “Essere in grado di aprire alcune attività, ma dover chiudere i corridoi di viaggio altrove fa parte della stessa cosa”, ha detto il ministro a BBC Radio. “Laddove vediamo Paesi che raggiungono un certo livello di casi, non abbiamo altra scelta che agire”, ha ribadito a Sky News.

Airlines UK, un ente industriale che rappresenta BA, EasyJet e Ryanair, ha chiesto alla Gran Bretagna di implementare quarantene più mirate nelle regioni con i più alti tassi di infezione e di introdurre un regime di test. Uno studio dell’UE ha dimostrato che i casi importati di COVID in genere rappresentano solo una piccola quota delle infezioni quando una pandemia è al suo apice, ma sono più significativi una volta che un Paese riesce a tenere lepidemia sotto controllo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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