Venezuela: Jorge Rodríguez positivo al coronavirus

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 6:20 in America Latina Venezuela

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Il vicepresidente delle Comunicazioni, del Turismo e della Cultura, Jorge Rodríguez Gómez, ha riferito di essere risultato positivo al COVID-19 e di trovarsi attualmente in autoisolamento. 

“È mio dovere informare che ho ricevuto la diagnosi di infezione da COVID-19. Anche se mi trovo in buone condizioni generali, devo rispettare l’isolamento e le cure necessarie per superare il quadro virale. Un abbraccio a tutte e a tutti”, ha scritto il ministro delle Comunicazioni sul suo account Twitter.

Nell’ultimo mese, alti funzionari del governo venezuelano sono stati colpiti dal nuovo coronavirus, che causa la malattia respiratoria COVID-19, tra cui il ministro del Petrolio, Tarek El Aissami; il presidente dell’Assemblea nazionale costituente, Diosdado Cabello , e il presidente dell’Assemblea nazionale (parlamento unicamerale), Luis Parra.

Secondo l’ultimo bilancio delle autorità, nel Paese si sono verificati 27.938 contagi e 238 morti a causa del virus.

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme, riferendo che il subcontinente americano, così come l’Africa, si stanno rapidamente trasformando nei focolai di maggiore entità a livello mondiale. “Stiamo assistendo di fatto ad uno spostamento dell’epicentro della pandemia, dal vecchio continente alle Americhe. Dopo l’aumento esponenziale dei casi in Brasile, nelle ultime settimane si è registrato un aumento progressivo di casi anche negli altri paesi della regione, tra cui Cile e Perù”, ha dichiarato il responsabile delle emergenze sanitarie dell’OMS, Miike Ryan.

Nelle ultime settimane, infatti, continua a salire vertiginosamente il numero dei casi e dei decessi per COVID-19 in America latina, con un bilancio complessivo che ha ormai superato di gran lunga la soglia delle 250.000 vittime. È quanto riportano diversi media internazionali citando Reuters.

Il Brasile resta il Paese del subcontinente più colpito dalla pandemia e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti. Lo riferisce la Johns Hopkins University, sottolineando come il Brasile sia il Paese più colpito della regione.

Preoccupante anche la situazione del Messico, al terzo posto a livello globale per numero di vittime.

Ad oggi, il COVID-19 ha già infettato oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo. In totale, oltre 740.000 persone sono morte a causa della malattia.

Nel frattempo, continua la corsa al vaccino, con la Russia in prima linea. Vladimir Putin ha infatti annunciato la registrazione del primo vaccino russo per il Covid-19 il 12 agosto. Il vaccino si chiamerà Sputnik, in omaggio alle missioni spaziali sovietiche degli anni ’50 e ’60.

Il presidente, nel corso del suo intervento, ha espresso la propria gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno permesso lo sviluppo del vaccino, definito “un grande passo per tutta l’umanità”.

Il vaccino è stato sviluppato congiuntamente dall’Istituto di ricerca Gamaleya e dal Ministero della Difesa russo. In uno studio che ha coinvolto 38 volontari, è stata confermata la sua sicurezza e tutti coloro a cui è stato somministrato il vaccino hanno sviluppato un’immunità all’infezione.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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