Tensione nel Mediterraneo orientale: mini-collisione navale tra Grecia e Turchia

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 14:31 in Grecia Turchia

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Due navi da guerra, una greca e una turca, sono state coinvolte in una mini-collisione durante i loro spostamenti nel Mediterraneo orientale. Una fonte di Difesa di Atene ha dichiarato che levento è stato un “incidente”.

Le tensioni tra Grecia e Turchia sono aumentate dopo che Ankara ha inviato una sua nave da ricerca sismica, la Oruc Reis, al largo dellisola greca di Kastellorizo, per effettuare nuove esplorazioni energetiche nell’area. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Energia e delle Risorse naturali turco, Fatih Donmez, le perforazioni andranno avanti almeno fino al 23 agosto. 

La Oruc Reis è arrivata nella regione, il 10 agosto, scortata da navi da guerra turche incaricate di mappare il territorio marittimo per le trivellazioni di gas e petrolio. Limbarcazione si sta muovendo tra Cipro e l’isola greca di Creta, in unarea in cui sia la Turchia che la Grecia rivendicano la propria giurisdizione e i conseguenti diritti di sfruttamento delle risorse energetiche. Per monitorare gli spostamenti della Oruc Reis, Atene ha dispiegato nella regione navi da guerra greche e ha invitato il suo esercito a stare in allerta. In quella parte del Mediterraneo, ormai molto affollata a causa della presenza di numerose imbarcazioni militari, tra cui anche una fregata francese Lafayette, arrivata il 13 agosto, si è consumato un piccolo incidente navale tra Grecia e Turchia. Nella giornata di mercoledì 12 agosto, la Limnos, una fregata greca, si stava avvicinando alla nave da ricognizione turca quando, allimprovviso, si è imbattuta in una delle scorte navali di Ankara, la Kemal Reis. Limbarcazione greca ha cercato di compiere una manovra allultimo minuto per evitare una collisione frontale ma, nel processo, la sua prua ha toccato la parte posteriore della fregata turca, secondo quanto riferito dalla fonte di Difesa di Ankara. “È stato un incidente”, ha dichiarato la fonte allagenzia di stampa Reuters, sottolineando che la Limnos non è rimasta danneggiata dalla collisione. Successivamente, la stessa imbarcazione ha preso parte ad un’esercitazione militare congiunta insieme alla Francia, al largo di Creta, giovedì 13 agosto.

Non ci sono stati commenti immediati sull’incidente da parte del Ministero della Difesa turco. Il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato, nella giornata di giovedì, che qualsiasi attacco a una nave turca nel Mediterraneo conteso potrebbe comportare un “prezzo elevato” e ha rivelato, senza fornire dettagli, che la Turchia aveva già agito in tal senso. Avvertiamo che se qualcuno attaccherà la nostra Oruc Reis potrebbe pagare un prezzo elevato. Avete già avuto una prima risposta”, ha detto Erdogan durante un discorso ad Ankara, alludendo probabilmente alla mini-collisione del giorno prima.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

La disputa tra Ankara e Atene si è intensificata dopo che la Grecia ha firmato, il 6 agosto, un accordo con l’Egitto per la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive. Il patto si pone in netto contrasto con gli obiettivi di Ankara nella regione. Il 27 novembre 2019, la Turchia aveva firmato un accordo simile con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. Pertanto, il leader di Ankara ha definito “senza valore” il patto tra Grecia ed Egitto e ha ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione è quello tra la Turchia e il governo libico. Della stessa opinione è il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale ha affermato, in una nota, che la zona inclusa nell’accordo greco-egiziano rientra nell’area della piattaforma continentale della Turchia.

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

Charles Kupchan, senior fellow del Council on Foreign Relations, ha dichiarato al quotidiano Al Jazeera che i membri della NATO sono sempre più preoccupati dall’eventualità di un potenziale scontro tra Grecia e Turchia. “Nessuno vuole andare in guerra. Nessuno vuole vedere due membri dell’Alleanza Atlantica scontrarsi”, ha riferito Kupchan, sottolineando però che “quando si hanno così tante navi da guerra, quando la tensione è così alta, le cose sono in una situazione pericolosa”. Nel commentare la corsa diplomatica per disinnescare le tensioni, il ricercatore ha aggiunto: “In un certo senso, stiamo assistendo ad una risposta diplomatica diretta e penso che i francesi stiano cercando di dire aspettate, proveremo a raffreddare la temperatura prima che le cose sfuggano di mano”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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