Stati Uniti: sequestrato il carico di 4 petroliere iraniane

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 11:10 in Iran USA e Canada

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L’amministrazione del presidente degli USA, Donald Trump, ha disposto il sequestro del carico di 4 petroliere accusate di trasportare carburante iraniano in Venezuela. Si tratta dell’ultima mossa per aumentare la pressione contro Teheran e Caracas. 

Le imbarcazioni erano state bloccate il 10 luglio, mentre si trovavano nel Golfo dell’Oman. Successivamente, i pubblici ministeri di Washington hanno presentato una domanda per la confisca del carico, sostenendo che queste petroliere erano utilizzate per la vendita internazionale illecita di greggio. Secondo l’accusa, la transazione era stata organizzata da un uomo d’affari, Mahmoud Madanipour, che potrebbe avere legami con il corpo armato iraniano dei Guardiani della Rivoluzione. Le navi si trovavano in acque internazionali e sembra improbabile riuscire ad imporre un ordine del tribunale statunitense, arrivato il 13 agosto. 

A tale riguardo, un alto funzionario degli Stati Uniti ha riferito che non è stata utilizzata forza militare nei sequestri e le navi non sono state fisicamente confiscate. I funzionari statunitensi hanno però minacciato armatori e capitani di sanzioni per costringerli a consegnare il carico, che ora è di proprietà degli Stati Uniti. I pubblici ministeri hanno affermato che le 4 petroliere stavano trasportando in Venezuela 1,1 milioni di barili di gasolio. Le imbarcazioni non sono mai arrivate nel Paese Sudamericano e poi sono scomparse dai radar. Due di queste sono poi riapparse vicino a Capo Verde. “Si tratta di un’altra menzogna e di un altro atto di guerra psicologica perpetrata dalla macchina della propaganda statunitense”, ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Venezuela, Hojad Soltani. “Il terrorista Trump non può compensare la sua umiliazione e sconfitta da parte dell’Iran usando falsa propaganda”, ha aggiunto.

Non è chiaro dove siano attualmente situate le navi – Bella, Bering, Pandi e Luna – o i loro carichi. I capitani delle imbarcazioni hanno spento i loro dispositivi di localizzazione per nascondere le rispettive posizioni. La Bering non è rintracciabile dall’11 maggio, quando si trovava nel Mediterraneo, nei pressi della Grecia. Da allora non ha acceso il suo transponder. La petroliera nota come Bella ha fatto lo stesso 2 luglio, mentre si trovava a largo delle Filippine. Luna e Pandi sono state avvistate l’ultima volta nel Golfo dell’Oman il 10 luglio, quando è arrivato l’ordine di sequestro degli Stati Uniti. Mentre gli scambi commerciali diventano progressivamente più difficili Venezuela, il governo socialista di Nicolas Maduro si è rivolto in maniera amichevole all’Iran.

Il carburante è estremamente necessario al Paese Sudamericano, per alleviare le carenze interne, che hanno portato a linee di gas lunghe giorni anche nella capitale, Caracas. Nonostante abbia una delle più grandi riserve di greggio del mondo, il Venezuela non produce abbastanza benzina raffinata a livello nazionale e ha visto la sua produzione complessiva di greggio precipitare ai minimi da oltre 7 decenni, a causa della sua crisi economica e delle conseguenze delle sanzioni statunitensi. Intanto. l’amministrazione Trump ha aumentato la pressione sugli armatori affinché rispettino le limitazioni al commercio con Paesi come Iran, Venezuela e Corea del Nord.

Le relazioni tra Teheran e Washington, in questo contesto, sono particolarmente tese. Queste sono peggiorate dopo che, il 3 gennaio scorso, il presidente degli USA, Donald Trump, ha ordinato un raid aereo contro l’aeroporto internazionale di Baghdad che ha causato la morte del generale iraniano a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, e del vice comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene, Abu Mahdi al-Muhandis. Tale situazione ha aumentato anche le tensioni tra Washington e i gruppi filo-iraniani attivi in Iraq, tra cui le cosiddette Brigate di Hezbollah, ritenute responsabili degli oltre 30 attacchi contro basi e strutture USA. Soprattutto nei primi mesi del 2020, una possibile ulteriore escalation tra gli USA e l’Iran è stata una forte preoccupazione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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