Russia-Turchia: sospesi i pattugliamenti congiunti sulla M4 di Idlib

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 18:35 in Russia Siria Turchia

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La Russia e la Turchia hanno sospeso i pattugliamenti militari congiunti effettuati lungo la strada internazionale M4, che collega Aleppo e Latakia, a causa dei crescenti attacchi da parte dei combattenti armati nella provincia nord-occidentale di Idlib, in Siria. È quanto ha annunciato, giovedì 13 agosto, il Ministero degli Esteri russo, specificando che le pattuglie congiunte erano state organizzate sulla M4 il 5 marzo scorso, quando Mosca e Ankara avevano stabilito una tregua sul governatorato di Idlib. Il fine della Turchia era quello di creare un’area smilitarizzata, una “safe zone”, distante circa 30 km dal confine siro-turco.

Le pattuglie, sebbene siano riuscite a compiere diverse operazioni, sono state spesso ostacolate non solo da gruppi di ribelli locali, ma anche dall’organizzazione jihadista, di ideologia salafita, Hayat Tahrir al-Sham (HTS), affiliata ad Al-Qaeda e coinvolta nella guerra civile siriana. Il gruppo ha cercato più volte di raggiungere un accordo con le forze del regime per creare un canale di passaggio nel Nord-Ovest da utilizzare per scopi commerciali. L’obiettivo è quello di alleviare le difficoltà economiche vissute dai militanti del gruppo ed evitare uno smantellamento dell’organizzazione, che potrebbe rappresentare un beneficio per la Turchia.

I recenti attacchi degli “estremisti”, tuttavia, sono riusciti a provocare la sospensione delle pattuglie russo-turche, secondo quanto annunciato dalla portavoce del Ministero degli Esteri turco, Maria Zakharova. “I terroristi hanno aumentato la quantità di bombardamenti contro le truppe governative e gli insediamenti vicini, senza cessare le loro provocazioni nel ‘corridoio di sicurezza’ lungo l’autostrada M4. Pertanto, le pattuglie congiunte sono state sospese”, ha dichiarato il 13 agosto durante una conferenza stampa. I due eserciti hanno effettuato 24 pattugliamenti congiunti lungo la strada internazionale M4, che collega l’Est e l’Ovest della Siria. Gli ultimi hanno avuto luogo allaltezza di Trumbah e Ayn Al Havron mercoledì 12 agosto, secondo le dichiarazioni del Ministero della Difesa turco. In precedenza, già due pattuglie erano state interrotte per problemi di sicurezza.

L’autostrada M4 è considerata un collegamento di grande importanza per il Nord della Siria, parallela al confine con la Turchia. La M4 si estende dal confine con l’Iraq fino alla città costiera di Latakia, nel Nord-Est della Siria, passando per Qamishli, Tell Tamer, Ain Issa, Manbij, ma anche Aleppo e Idlib. L’arteria era stata chiusa a seguito dell’operazione lanciata dalla Turchia il 9 ottobre, nota come “Fonte di pace”, contro le Syrian Democratic Forces (SDF). Da un lato, si tratta di una rotta commerciale che consentirebbe di migliorare gli scambi economici della Siria. Dall’altro lato, la M4 rappresenta altresì un canale di rifornimento per le forze curde.

Nel frattempo, il perdurante conflitto siriano, scoppiato il 15 marzo 2011, è ormai entrato nel suo decimo anno. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, mentre sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. La tregua del 5 marzo è stata pressoché rispettata nel corso degli ultimi mesi, ad eccezione di sporadiche violazioni commesse perlopiù dalle forze del governo siriano e degli attacchi contro le pattuglie congiunte russo-turche sulla strada internazionale M4. Tuttavia, il cessate il fuoco è stato accolto con scetticismo dai residenti, che hanno visto innumerevoli iniziative naufragare negli ultimi anni, e temono che presto assisteranno a nuove offensive e alla ripresa di un’escalation.

La Rete siriana per i diritti umani ha riferito, il 2 agosto, di aver documentato la morte di circa 120 civili in totale nel mese di luglio, a causa di attacchi e offensive condotti da tutte le parti impegnate nel conflitto. Tra le vittime, riferisce la Rete, vi sono stati altresì 26 bambini e 11 donne. Al bilancio sono da aggiungersi anche 13 civili deceduti a seguito di torture, perpetrate dalle forze di Assad così come dalle forze di opposizione e dalle Syrian Democratic Forces (SDF).

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Chiara Gentili

di Redazione

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