Proteste in Bielorussia: Polonia chiede di imporre sanzioni contro Russia

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 6:10 in Bielorussia Polonia

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“Alla Russia devono essere imposte sanzioni per gli eventi degli ultimi giorni in Bielorussia a seguito delle elezioni presidenziali”, ha dichiarato il deputato polacco Jacek Saryusz-Wolski.

A tal proposito, l’UE sta infatti discutendo la possibilità di considerare sanzioni contro Minsk.

“Ciò che l’UE potrebbe fare e ciò che la Polonia potrebbe offrire, è indirizzare le sanzioni contro la Russia e non contro la Bielorussia. Perché sarebbe come punire una spada e non la mano. […] penso che i bielorussi costruiranno da soli la loro democrazia”, ha affermato il deputato.

Non ha tardato ad arrivare la risposta della Russia, che sostiene sia diventato ormai di moda in Occidente incolpare la Federazione Russa di tutti i problemi, definendo il fenomeno “ossessione russofobica”. 

L’eurodeputato ha espresso rammarico per la reazione non sufficientemente dura dell’Unione europea agli eventi in Bielorussia. “L’atteggiamento nei confronti di quanto sta accadendo in Bielorussia sarebbe completamente diverso se non fosse per il fatto che oggi l’Unione Europea pone le relazioni e gli affari con la Russia al di sopra del sostegno dei movimenti democratici in Bielorussia, riconoscendo implicitamente le ingerenze russe”, ha proseguito il deputato, che ha definito la reazione dell’Unione europea agli eventi in Bielorussia “insufficiente e vergognosa”.

Il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, è d’accordo con Saryusz-Wolski e ha lanciato un appello alla Germania per riconsiderare il suo atteggiamento nei confronti della costruzione del gasdotto Nord Stream 2.

La Federazione Russa e la Germania hanno ripetutamente dichiarato che il progetto del gasdotto Nord Stream 2 è puramente commerciale e vantaggioso per entrambe le parti.

Le azioni di protesta di massa sono iniziate in Bielorussia lo scorso 9 agosto a seguito delle elezioni presidenziali vinte dall’attuale capo di stato Alexander Lukashenko con l’80,08% dei voti. Da domenica sono proseguite diverse manifestazioni non autorizzate che vengono duramente represse dalle forze dell’ordine con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua, granate assordanti e proiettili di gomma . Secondo quanto riportato dal Ministero degli Interni bielorusso, durante i disordini una persona è morta mentre cercava di lanciare un ordigno esplosivo in direzione delle forze dell’ordine.

I governi occidentali hanno condannato lo svolgimento delle elezioni presidenziali di domenica scorsa e le violenze contro i manifestanti. Questo martedì, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto una conversazione con il suo omologo russo, Vladimir Putin, in cui ha espresso la sua “grande preoccupazione” per la situazione in Bielorussia. Minsk e Mosca, Putin e Lukashenko, sono alleati anche se i rapporti sono tesi da diversi mesi, perché la Russia si è rifiutata di rinnovare gli accordi economici e commerciali da cui dipende l’economia del Paese confinante. La Polonia si è offerta di mediare tra Lukašenko e l’opposizione. Anche la Lituania, dove si è rifugiata la candidata opposizione Svetlana Tichanovskaja dopo lo scoppio delle proteste, si è offerta di negoziare una “pacifica transizione” in Bielorussia.

L’Unione dei giornalisti della Russia, che segue da vicino la situazione nel Paese vicino, denuncia che le autorità stanno lavorando duramente per cercare di mettere a tacere la copertura delle manifestazioni. Più di 50 giornalisti e dipendenti di mezzi d’informazione sono stati arrestati, ad alcuni è stato confiscato il materiale che avevano programmato di pubblicare, in particolare immagini, e le loro telecamere sono state rotte, riferisce il sindacato della stampa russa. Il giornalista italiano Claudio Locatelli, dopo tre giorni di fermo, è stato rilasciato.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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