Costa d’Avorio: manifestanti in piazza, 4 morti

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 14:18 in Africa Costa d'Avorio

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Almeno 4 persone sono state uccise in una serie di scontri in Costa d’Avorio, avvenuti durante le proteste popolari scoppiate seguito della decisione del presidente Alassane Ouattara di candidarsi per un terzo mandato. 

Almeno 3 persone sono state uccise nella città centrale di Daoukro, negli scontri tra i sostenitori di Ouattara e sostenitori del candidato rivale, Henri Konan Bedie, secondo quanto riferito da una fonte interna alle forze di sicurezza locali. Il 13 agosto, un diciottenne è morto nella città Sud-orientale di Bonoua, a 50 km dal centro economico, Abidjan, in una serie di scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, secondo quanto ha reso noto il sindaco, Jean-Paul Amethier.

“La stazione di polizia di Bonoua è stata saccheggiata da manifestanti e il capo della polizia e gli ufficiali si sono rifugiati nel cortile”, ha dichiarato Herve Niamkey, un residente. Ad Abidjan, gruppi sparsi di manifestanti hanno costruito barricate e bruciato pneumatici in risposta a un appello dell’opposizione. “La sua candidatura è contro la Costituzione – non vogliamo un terzo mandato”, ha affermato il manifestante Herve Seka, del distretto di Anono. Nel distretto di Yopougon, la polizia ha usato gas lacrimogeni e ha inseguito i manifestanti per le strade. Diverse decine di persone si sono radunate a Port Bouet, una zona balneare di Abidjan, mentre un massiccio dispiegamento di polizia antisommossa ha mantenuto l’ordine nel quartiere di lusso di Cocody, dove vivono molti politici, tra cui Ouattara.

Il 12 agosto il governo ha annunciato il divieto di manifestare in un comunicato letto alla televisione di Stato. Nonostante il clima politico teso, il partito Houphouetist Rally for Democracy and Peace (RHDP) di Ouattara ha annunciato che il presidente sarà ufficialmente nominato come candidato in una grande manifestazione ad Abidjan, il 22 agosto. Ouattara, 78 anni, ha dichiarato che si sarebbe opposto alle elezioni presidenziali del 31 ottobre, annunciate dopo la morte di infarto del suo successore, il primo ministro Amadou Gon Coulibaly. L’annuncio ha scatenato la furia tra i critici di Ouattara, poiché il politico ha già concluso due mandati. Questo, però, dichiara di poterne effettuare un terzo sostenendo che i recenti cambiamenti costituzionali lo autorizza a “resettare l’orologio” del Paese.

Il voto si svolgerà in un Paese ancora segnato da una guerra civile scoppiata nel 2011 quando Laurent Gbagbo si è rifiutato di cedere il potere a Ouattara dopo aver perso le elezioni. I disordini che ne seguirono causarono circa 3.000 vittime e divisero il Nord e il Sud del Paese. Daoukro è una roccaforte dei sostenitori di Bedie, un ex presidente di 86 anni che il mese scorso è stato approvato dal Partito Democratico della Costa d’Avorio (Pdci) come candidato alle elezioni. Questo ha definito “illegale” la candidatura di Ouattara. Un altro candidato è l’ex ministro degli Esteri, Marcel Amon-Tanoh, 68 anni, che non ha ancora l’appoggio di un partito. Il Fronte Popolare Ivoriano (FPI), invece, deve ancora nominare un candidato. Il suo uomo forte, Gbagbo, è stato scagionato dall’accusa di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale, sebbene i pubblici ministeri stiano appellandosi alla sentenza. L’ex capo dei ribelli ed ex premier Guillaume Soro, 47 anni, ha dichiarato che contesterà il voto, ma vive in un esilio autoimposto in Francia. Soro è stato condannato in contumacia a 20 anni di carcere in Costa d’Avorio con l’accusa di tentata insurrezione.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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