Coronavirus Spagna: vietato fumare negli spazi aperti in Galizia e alle Canarie

Pubblicato il 14 agosto 2020 alle 12:25 in Europa Spagna

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Il governo delle Isole Canarie ha deciso questo giovedì di vietare il fumo negli spazi aperti se la distanza di sicurezza fisica non è rispettata e impone l’uso obbligatorio di una maschera in tutti gli spazi, aperti e chiusi.

Il presidente delle Isole Canarie, Ángel Víctor Torres, ha annunciato queste misure in un Consiglio direttivo straordinario dopo l’aumento registrato nelle ultime ore di casi positivi nel Covid-19.

Le Isole Canarie si uniscono così alla Galizia, che il giorno precedente era diventata la prima comunità ad attuare un divieto di fumo quando, a causa della vicinanza di persone, non è possibile garantire la distanza di sicurezza obbligatoria di due metri, misura giustificata dall’obiettivo di evitare il contagio, che nelle ultime 24 ore fa registrare 111 nuovi positivi nella regione nordoccidentale della penisola.

Nonostante Torres abbia insistito sul fatto che i dati delle Isole Canarie sono favorevoli rispetto alla media nazionale, ha evidenziato la necessità di adottare misure per fermare l’aumento dei casi che si stanno verificando nelle ultime ore e che in molti casi sono legati al tempo libero e alla vita notturna.

A tal proposito, il leader socialista dell’arcipelago ha citato il caso di 60 positivi dichiarati a Las Palmas de Gran Canaria e legati a tre discoteche. Per questo motivo, il governo delle Isole Canarie ha deciso di revocare il decreto che regolava l’apertura della vita notturna, che è ancora disciplinato da un decreto del 20 giugno, che limita gli spazi e vieta la pista da ballo.

Anche il governo della Cantabria, sulla costa atlantica settentrionale, sta studiando la possibilità di vietare il fumo sulle strade pubbliche quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza stabilita dal coronavirus, decisione che stanno soppesando anche altre comunità. È quanto ha indicato giovedì 13 agosto, alle domande dei giornalisti, il vicepresidente regionale, Pablo Zuloaga, al termine dell’incontro settimanale dell’Esecutivo, segnato ancora una volta dal coronavirus e dall’evoluzione della pandemia. Misure simili sono allo studio dei governi di Comunità Valenciana, Navarra, Aragona e Castiglia-La Mancha.

Il governo di Castiglia-León ricorda che è vietato fumare sulle terrazze e all’aperto se la distanza non viene rispettata.

La Comunità di Madrid concorda anche con misure che implicano il divieto di fumare negli spazi pubblici e, di fatto, ha già considerato la possibilità di vietare il consumo di tabacco nei bar e nei ristoranti all’aperto, ma i servizi tecnici  della regione hanno affermato che questa decisione dovrebbe essere adottata dal Governo centrale, inteso che interessa una competenza statale in quanto la legge antifumo ha il rango di legge fondamentale dello Stato spagnolo. Tuttavia, l’esecutivo di Madrid si dice disposto “senza alcun dubbio” ad applicare questo divieto di fumare negli spazi aperti se la norma della Galizia dovesse essere considerata adeguata ai poteri delle Comunità Autonome e non oggetto di ricorso da parte del governo centrale.

Secondo quanto ha indicato mercoledì 12 agosto l’assessore alla Salute di Madrid, Enrique Ruiz Escudero, in alcune  dichiarazioni ai media dopo aver visitato i lavori del futuro ospedale di emergenza e pandemia Isabel Zendal, la Capitale è “pronta” ad applicare la norma. 

Da parte sua, l’assessore alla Salute e alla famiglie della Junta de Andalucía, Jesús Aguirre, ha riferito di aver commissionato uno studio per chiarire con “prove scientifiche” l’idoneità del divieto di fumare in strada e in bar e ristoranti all’aperto al fine di prevenire la diffusione del coronavirus.

“Abbiamo un’equipe cha lavora al piano antifumo andaluso a cui abbiamo detto di preparare uno studio per noi nel caso in cui ci siano prove scientifiche del fatto che sia positivo per il coronavirus, anche se ci sono prove che il tabacco è la prima causa di morte prevenibile” – ha detto il consigliere in una conferenza stampa dopo la riunione di autovalutazione e monitoraggio del Covid-19.

La Spagna ha segnalato 2.935 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore , cifra che include l’aggiornamento dei dati di una comunità autonoma che ieri mancavano. Lo ha assicurato il direttore del Centro per gli allarmi sanitari e le emergenze, Fernando Simón, nella sua conferenza stampa. “Continuano ad aumentare nei casi diagnosticati ma è un lieve aumento che permette di attuare misure di controllo in modo più serio e controllato. Abbiamo una percentuale molto alta di pazienti asintomatici, poco più del 50%, che garantisce che stiamo rilevando presto e in molti casi” – ha sottolineato.

Il ministero della salute ha anche segnalato 26 morti nelle ultime ore, quindi il numero totale di morti dall’inizio della pandemia è ora salito a 28.605. Va ricordato che questo dato esclude i decessi nelle residenze e coloro che hanno manifestato sintomi compatibili con Covid-19, ma che non sono stati sottoposti al test diagnostico. Nell’ultima settimana sono stati segnalati 70 decessi.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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