La Francia aumenta la presenza militare nel Mediterraneo orientale

Pubblicato il 13 agosto 2020 alle 16:42 in Francia Grecia Turchia

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La Francia aumenterà la sua presenza militare nel Mediterraneo orientale nel mezzo delle tensioni tra Grecia e Turchia per i diritti di esplorazione energetica nelle acque contese. Parigi ha deciso di inviare due caccia Rafale e la fregata navale “Lafayette” come parte dei piani per aumentare la sua presenza nella regione. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha definito “preoccupante” la situazione in quella parte del Mediterraneo e ha esortato la Turchia a interrompere le sue attività “unilaterali” per “consentire un dialogo pacifico” tra i membri della NATO.

“Ho deciso di rafforzare temporaneamente la presenza militare francese nel Mediterraneo orientale nei prossimi giorni, in collaborazione con i partner europei, inclusa la Grecia”, ha twittato Macron, mercoledì 12 agosto. Il giorno successivo, i militari francesi hanno condotto esercitazioni di addestramento con le forze greche al largo dell’isola meridionale di Creta, secondo fonti di Difesa di Atene. “Emmanuel Macron è un vero amico della Grecia e un fervente difensore dei valori europei e del diritto internazionale”, ha scritto a sua volta su Twitter il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, dopo una telefonata con il presidente francese.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro.

La disputa tra Ankara e Atene si è intensificata questa settimana dopo che la Turchia ha annunciato, il 10 agosto, di aver inviato la sua nave da ricerca sismica Oruc Reis, insieme a navi militari turche, al largo dell’isola greca di Kastellorizo. Anche la Grecia ha dispiegato navi da guerra per monitorare la situazione e controllare gli spostamenti della Oruc Reis, che attualmente naviga a ovest di Cipro.

L’ufficio di Macron, in un comunicato, ha specificato che la maggiore presenza militare della Francia nella regione sarà volta ad evitare l’escalation delle tensioni e a dimostrare la “determinazione di Parigi nel sostenere il diritto internazionale”. A giugno, il leader francese ha chiesto allUE di introdurre sanzioni contro la Turchia per quelle che ha descritto come “violazioni” della sovranità greca e cipriota sulle loro acque territoriali. Le relazioni tra Parigi e Ankara si sono logorate anche a causa del conflitto in Libia.

Il 12 agosto, Mitsotakis ha esortato la Turchia a mostrare “buon senso” e ha avvertito che la resa dei conti nel Mediterraneo orientale potrebbe portare a un incidente militare. “Attendiamo con impazienza che il nostro vicino riacquisti il buon senso in modo che si possa riprendere il dialogo in buona fede”, ha dichiarato il primo ministro. “Il rischio di un incidente è in agguato quando tante risorse militari vengono raccolte in un’area così contenuta”, ha aggiunto. Atene non cercherà di aggravare la situazione, ha affermato il premier, sottolineando però che “nessuna provocazione rimarrà senza risposta”.

Hulusi Akar, il ministro della Difesa turco, ha rilasciato dichiarazioni simili in un’intervista con l’agenzia di stampa Reuters. “Vogliamo raggiungere soluzioni politiche con mezzi pacifici in linea con le leggi internazionali”, ha detto il funzionario, avvertendo tuttavia che la Turchia continuerà a difendere i suoi “diritti e interessi” nelle acque costiere.

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dallisola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

Ankara ha annunciato che rilascerà nuove licenze di esplorazione nel Mediterraneo orientale entro fine agosto, mentre Atene ha richiesto l’immediato ritiro dell’Oruc Reis dall’area. Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, affronterà la questione con il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, a Vienna, venerdì 14 agosto. Nella stessa giornata, si terrà anche una riunione straordinaria dellUnione Europea per discutere del Mediterraneo orientale, del Libano e della Bielorussia.

Charles Kupchan, senior fellow del Council on Foreign Relations, ha dichiarato ad Al Jazeera che i membri della NATO sono sempre più preoccupati dalleventualità di un potenziale scontro tra Grecia e Turchia. “Nessuno vuole andare in guerra. Nessuno vuole vedere due membri dellAlleanza Atlantica scontrarsi”, ha riferito Kupchan, sottolineando però che “quando si hanno così tante navi da guerra, quando la tensione è così alta, le cose sono in una situazione pericolosa”. Nel commentare la corsa diplomatica per disinnescare le tensioni, il ricercatore ha aggiunto: “In un certo senso, stiamo assistendo ad una risposta diplomatica diretta e penso che i francesi stiano cercando di dire aspettate, proveremo a raffreddare la temperatura prima che le cose sfuggano di mano”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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