Bielorussia: forze di sicurezza autorizzate a sparare

Pubblicato il 13 agosto 2020 alle 8:01 in Bielorussia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministero dell’Interno bielorusso ha ammesso che le forze di sicurezza hanno utilizzato armi da fuoco contro i cittadini che hanno protestato martedì sera nella città di Brest contro i sospetti risultati ufficiali delle elezioni presidenziali, che hanno visto la rielezione del presidente Aleksandr Lukašenko con l’80% dei voti. Lukašenko, al potere dal 1994, è al suo sesto mandato.

Le autorità di Minsk assicurano che la polizia abbia usato munizioni vere e non di gomma perché i manifestanti portavano bastoni d’acciaio, hanno attaccato gli ufficiali e “i colpi in aria non li hanno fermati”. C’è almeno una persona ferita gravemente da arma da fuoco, secondo le organizzazioni per i diritti civili.

Un manifestante è morto lunedì e più di 6.000 persone sono state detenute nel paese da domenica 9 agosto. Intanto l’Unione Europea, che venerdì analizzerà la situazione in Bielorussia, sta valutando la possibilità di applicare nuove sanzioni all’ex repubblica sovietica.

Decine di donne hanno manifestato a Minsk mercoledì 12 agosto formando una catena umana attorno a un noto mercato per protestare contro la violenza contro i manifestanti. Vestite di bianco e con mazzi di fiori in mano, hanno poi marciato per le strade della capitale della Bielorussia. In altre città, la stessa scena si è ripetuta: decine di donne che si tenevano per mano hanno chiesto a Lukašenko di liberare i prigionieri politici.

In un altro punto a Minsk, di fronte a uno dei più grandi centri di detenzione dove si sospetta che possa essere gran parte degli arrestati in questi giorni, decine di persone si sono radunate per cercare di raccogliere informazioni sui loro familiari. Di alcuni non si hanno notizie da domenica 9 agosto. Quella notte, le autorità hanno arrestato 3.000 persone, altre 2.000 nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 e più di mille martedì. Ci sono state mobilitazioni in una trentina di città. In una dichiarazione, il ministero dell’Interno riferisce che martedì notte 51 manifestanti e 14 poliziotti sono rimasti feriti.

Secondo le ONG e le organizzazioni per i diritti civili la repressione delle proteste è stata intensa, più che nel 2010, quando le accuse di frode elettorale hanno portato in piazza migliaia di persone.

Lukašenko ha accusato le opposizioni e i manifestanti. Sono, ha detto, “persone con un passato criminale che sono disoccupate”. “In modo amichevole, avverto tutti che devono trovare un lavoro” – ha affermato mercoledì 12 agosto in una riunione del consiglio di sicurezza bielorusso. Il presidente ha anche accusato coloro che manifestano di essere sponsorizzati dall’estero, rinnovando le accuse contro Polonia, Repubblica ceca e Regno Unito.

I governi occidentali hanno condannato lo svolgimento delle elezioni presidenziali di domenica scorsa e le violenze contro i manifestanti. Questo martedì, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto una conversazione con il suo omologo russo, Vladimir Putin, in cui ha espresso la sua “grande preoccupazione” per la situazione in Bielorussia. Minsk e Mosca, Putin e Lukashenko, sono alleati anche se i rapporti sono tesi da diversi mesi, perché la Russia si è rifiutata di rinnovare gli accordi economici e commerciali da cui dipende l’economia del Paese confinante. La Polonia si è offerta di mediare tra Lukašenko e l’opposizione. Anche la Lituania, dove si è rifugiata la candidata opposizione Svetlana Tichanovskaja dopo lo scoppio delle proteste, si è offerta di negoziare una “pacifica transizione” in Bielorussia.

L’Unione dei giornalisti della Russia, che segue da vicino la situazione nel Paese vicino, denuncia che le autorità stanno lavorando duramente per cercare di mettere a tacere la copertura delle manifestazioni. Più di 50 giornalisti e dipendenti di mezzi d’informazione sono stati arrestati, ad alcuni è stato confiscato il materiale che avevano programmato di pubblicare, in particolare immagini, e le loro telecamere sono state rotte, riferisce il sindacato della stampa russa. Il giornalista italiano Claudio Locatelli, dopo tre giorni di fermo, è stato rilasciato.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.