Banca Interamericana di Sviluppo: sale la tensione tra Washington e Buenos Aires

Pubblicato il 13 agosto 2020 alle 8:12 in Argentina USA e Canada

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Sale la tensione tra Washington e Buenos Aires nella disputa sulla presidenza della Banca interamericana di sviluppo (IBD). Il candidato degli Stati Uniti alla guida dell’istutuzione, Mauricio Claver-Carone, ha accusato l’Argentina di aver intrapreso “una tattica di ostruzionismo” per “cercare di dirottare le elezioni” previste per settembre, dopo che il Paese sudamericano ha organizzato una strategia dilazionatoria per rinviare il processo per eleggere il nuovo presidente della banca. L’uomo voluto dal presidente Donald Trump per la principale istituzione finanziaria dell’America Latina ha parlato in spagnolo con la stampa internazionale della messa in discussione della sua candidatura e del crescente consenso a rinviare le elezioni da settembre 2020 a marzo 2021.

Claver-Carone ha indicato senza esitazione come responsabile il governo di Alberto Fernández che ha accusato di riunire “una minoranza” per impedire la sua elezione a capo della IBD. “Vogliono rubare la palla e uscire dal campo”, ha affermato. L’Argentina e l’Unione Europea sono state le prime a opporsi alla nomina, per la prima volta nella storia, di uno statunitense a capo della banca e hanno suggerito il rinvio delle elezioni con gli occhi puntati sul risultato delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, con la possibilità che in caso di voto a marzo, l’inquilino della Casa Bianca non sia Trump. Negli ultimi giorni è cresciuto il sostegno alla strategia argentina: Messico, Cile e Costa Rica hanno scelto di assentarsi al voto di settembre per evitare il quorum del 75% necessario a convalidare il risultato. Altri paesi stanno ancora valutando la loro partecipazione. Secondo la stampa latinoamericana, fonti diplomatiche assicurano che il Canada potrebbe entrare a far parte del blocco argentino nei prossimi giorni.

La IDB, fondata nel 1959, ha un capitale di oltre 100 miliardi di dollari. È la più grande banca regionale del mondo e ha gli Stati Uniti come principale contributore. Con 12 miliardi di crediti è in testa alla lista degli aiuti allo sviluppo nel continente. Un accordo non scritto riserva la gestione della banca a un latinoamericano con un vice statunitense, ma Trump ha deciso quest’anno di candidarsi a Claver-Carone. “Cosa mi rende meno ispanico?” – chiede il candidato americano di origine cubana e promotore dell’agenda latinoamericana della Casa Bianca. “Gli Stati Uniti sono il secondo paese con il maggior numero di persone che parlano spagnolo, dopo il Messico” – aggiunge.

L’elezione sarebbe assicurata dal sostegno di Stati Uniti, che detengono il 30% dei voti, Brasile (11,3%), Colombia (3,1%) e di altri paesi latinoamericani ed europei impegnati con Washington. La mossa di Trump, tuttavia, non è andata bene nell’Unione Europea e, soprattutto, all’Argentina, che aveva un suo candidato: Gustavo Beliz, attuale segretario agli Affari strategici della Casa Rosada. Senza i voti necessari per battere Claver-Carone, l’unica via d’uscita possibile è far saltare il quorum per ottenere un rinvio. Il capo della diplomazia dell’Unione europea, Josep Borrell, ha inviato a luglio una lettera a tutti i paesi dell’Eurogruppo per avvertire che il candidato statunitense avrebbe rotto con un modello latinoamericano dominante. La UE infatti non vota come blocco, ma ogni paese ha il suo pacchetto di voti.

Claver-Carone vanta il sostegno di almeno 17 paesi e garantisce che tra loro ci siano membri europei. “L’opinione di Borrell è personale e non rappresenta il voto dei paesi europei nell’IDB” – afferma. In Europa l’idea dominante è quella di seguire la raccomandazione di Borrell, sicuramente così farà la Spagna (1,94% dei voti) e così sono orientate a fare Germania (1,89%) e Francia (1,89%). Il sostegno di questi tre paesi europei, più i voti di Argentina, Cile, Costa Rica e Messico consentirebbero di superare il 25,01% di astensioni, sufficienti a far scattare la minoranza di blocco utile a invalidare il voto e portare a compimento la strategia dilazionatoria di Buenos Aires. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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