Armenia, il costo del coronavirus: l’economia cala del 4%

Pubblicato il 13 agosto 2020 alle 13:23 in Armenia Europa

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L’Armenia terminerà quest’anno con un calo economico del 4%. Lo ha dichiarato il presidente della Banca centrale Martin Galstyan in un’intervista con la stampa nazionale e internazionale a Erevan, confermando la previsione della Banca centrale pubblicata circa un mese fa sui dati del costo economico della pandemia nel paese.

Il Rapporto sull’inflazione 2020/2 della Banca Centrale, pubblicato alla fine di giugno, prevedeva che il calo economico in Armenia nel 2020 sarebbe stato del 4%, ovvero il doppio rispetto alle ultime previsioni del governo.

In una riunione del governo il 23 aprile, il ministro delle finanze Atom Janjughazyan aveva affermato che l’Armenia avrebbe terminato il 2020 con un calo economico del 2% e, per neutralizzare le conseguenze della crisi, il governo avrebbe aumentato il debito pubblico per un importo di oltre mezzo miliardo di dollari. Al momento delle dichiarazioni di Janjughazuan, tuttavia, il paese sembrava aver superato la fase critica della pandemia, tanto che dieci giorni dopo avrebbe levato la quarantena. La curva della pandemia in Armenia è risalita a partire dalla prima settimana di giugno, raggiungendo il picco tre settimane dopo. Ad oggi sono quasi 41.000 i contagiati, di cui 806 morti e oltre 33.000 guariti, ma la pandemia sembra essere ora sotto controllo, tanto che l’esecutivo ha annunciato la riapertura regolare delle scuole per il 15 settembre.

Il Consiglio della Banca Centrale ha deciso di lasciare invariato il tasso di rifinanziamento al 4,5%.

Alla domanda se vede il rischio che il dram si svaluti anche quest’anno, vista la crisi economica, come già accaduto nel 2009, quando la valuta armena perse il 20% del suo valore rispetto al dollario, il capo della Banca Centrale ha risposto: “Non lo definirei un rischio, perché è una realtà che si forma nel mercato nel contesto dell’interazione tra domanda e offerta, perché che il tasso di cambio è il prezzo del dram armeno rispetto ad altre valute. Non voglio escludere nulla, né svalutazione, né rivalutazione, perché le forze di mercato lo determineranno”.

“La nostra previsione per la recessione economica è attualmente del 4%, ma allo stesso tempo abbiamo registrato qualcosa di interessante: il tasso di declino industriale è più basso di quanto prevedessimo, il che è anche correlato alle nostre prestazioni di esportazione ed estrazione mineraria” – ha aggiunto, spiegando che la situazione economica più difficile che il paese ha avuto ad aprile, sia leggermente migliorata a maggio e a giugno.

Per preservare i posti di lavoro durante il periodo COVID-19, il governo armeno ha fornito alle imprese un’assistenza finanziaria per un importo di 2,6 miliardi di dram, secondo quanto riferito dal servizio stampa del Comitato delle entrate statali. 

Secondo il comunicato, 12.857 entità aziendali hanno beneficiato del programma, che ha ricevuto un totale di circa 2,6 miliardi di dram (circa 5 milioni di euro).  Inoltre, secondo i calcoli delle imposte per marzo e aprile, 19.737 contribuenti (aziende che occupano da 2 a 100 impiegati, secondo le norme stabilite dal governo di Erevan) potrebbero diventare potenziali beneficiari del programma. Sulla base dei risultati della valutazione dei calcoli dei potenziali beneficiari a maggio, 13.454 (circa il 68% del totale) beneficiari sono stati inclusi nel programma. All’11 luglio, i 12.857 aziende, ovvero circa il 96% delle entità che erano elencate come beneficiarie da maggio, hanno presentato domande di assistenza. Il comitato ha processato tutte le domande per le quali ha trasferito 2,6 miliardi di dram. In totale, le autorità armene hanno approvato 22 programmi per contrastare le conseguenze economiche del coronavirus. Alcuni di essi riguardano l’assistenza economica alle imprese (agricoltura, turismo, PMI, microimprese, IT e altre industrie), gli altri sono finalizzati al sostegno sociale di diverse fasce di popolazione.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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