Puerto Rico: caos primarie, voto a rischio

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 9:32 in America Latina America centrale e Caraibi

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La Commissione elettorale statale (CEE) di Puerto Rico ha annunciato ufficialmente la sospensione delle primarie del 9 agosto, rinviate al prossimo fine settimana, dopo che 59 seggi su 110 non hanno ricevuto le schede.

I principali partiti dell’isola, il Nuovo Partito Progressista (PNP) e il Partito Democratico Popolare (PPD), hanno tenuto domenica le primarie per scegliere i loro candidati alle elezioni generali del 3 novembre, tuttavia la mancanza di schede ha provocato ritardi e confusione, spingendo le due formazioni a fare ricorso alla Corte Suprema. 

I presidenti del PPD e del PNP, Aníbal José Torres e Thomas Rivera, avevano precedentemente richiesto la sospensione del voto, ma la CEE ha ritenuto opportuno procedere alla consultazione nei soli seggi dove fossero disponibili le schede. Da parte sua, la governatrice di Porto Rico, Wanda Vázquez, ha chiesto le dimissioni di Juan Ernesto Dávila, presidente della CEE.  

Dávila, in un primo momento, in dichiarazioni alla stazione locale WKAQ 580 AM, ha detto che non si sarebbe dimesso, affermando che i responsabili dell’accaduto sono i commissari elettorali dei due partiti. Tuttavia, successivamente, ha presentato le dimissioni. Anche i commissari elettorali del PNP, María Dolores Santiago, e Lind Orlando Merle Feliciano, del PPD, hanno annunciato le dimissioni.

Per quanto riguarda la situazione, Dávila ha spiegato che ciò è dovuto al fatto che, nonostante il 90 per cento delle schede elettorali fosse pronto, il ritardo è avvenuto nel confezionamento del materiale elettorale. 

 In una conferenza stampa, la governatrice Wanda Vázquez, che contende la candidatura a governatore di Puerto Rico del PNP a Pedro Pierluisi (a sua volta governatore per pochi giorni dopo le dimissioni di Ricardo Rosselló nell’estate del 2019), ha detto che con la sospensione la CEE “ha riconosciuto la sua incapacità di gestire questo processo… Hanno mentito alla gente di Puerto Rico”.

“Il controllo delle schede elettorali, la loro stampa e la partenza dei camion è responsabilità assoluta della CEE” – ha aggiunto Vázquez.

“Nessuno abbia il minimo dubbio che, in qualità di governatore, non permetterò che i diritti dei cittadini siano calpestati. Visto lo sviluppo degli eventi odierni, la cosa corretta è che il voto di tutti coloro che hanno votato sia protetto. Inoltre. Ogni cittadino che non ha potuto votare oggi deve essere garantito che lo farà domenica prossima” – ha concluso.

Quattro azioni legali sono state intentate dinanzi alla Corte suprema portoricana, comprese quelle imposte dai rappresentanti del PNP e del PPD, chiedendo che i voti espressi fino ad ora fossero considerati validi e resi pubblici, mentre la United States Civil Liberties Union ha presentato una causa per l’annullamento dei risultati delle primarie fallite e la governatrice Vázquez chiede che non siano pubblicati i voti emessi finora.

Gli esperti temono che la stessa tenuta delle elezioni sia ora a rischio. Con i ricorsi ancora pendenti alla Corte suprema, gli analisti ritengono sia difficile confermare la prosecuzione delle primarie il 16 agosto e analizzare poi ulteriori ricorsi entro il 3 settembre. In quella data, secondo la legge elettorale dell’isola caraibica, dovranno essere registrate le candidature per il voto del 3 novembre. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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