L’Uruguay cerca di contenere la risalita dei contagi

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 6:27 in America Latina Uruguay

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In Uruguay sono 1.335 le persone infettate dal virus del coronavirus COVID-19. Dopo aver raggiunto un minimo di 12 casi attivi il 18 giugno scorso, nel paese sudamericano la curva ha cominciato a salire, tuttavia il sistema sanitario ha avviato un efficiente programma di tracciamento che ha evitato quarantene di massa e mantenuto l’Uruguay ben lontano dai numeri di contagio e dal tasso di mortalità di altri paesi dell’America del Sud.

Sabato 28 marzo è stato confermato il primo decesso per coronavirus nel paese, il settantenne Rodolfo González Risotto. Attualmente il bilancio delle vittime della pandemia è di 37 persone. L’ultimo decesso è stato registrato lo scorso 4 agosto.

Montevideo aveva ottenuto ottimi risultati nella gestione della pandemia tra aprile e maggio, tanto che il 7 giugno, per la prima volta, sono stati rilevati zero nuovi casi di COVID-19. L’8 giugno è stato riferito che l’Uruguay aveva, per il secondo giorno consecutivo, zero nuovi casi. L’11 giugno si è ripetuto il dato 0 e poi per tre giorni consecutivi non si sono registrati nuovi casi. Tuttavia il peggioramento delle condizioni nei paesi vicini, in particolare in Brasile, ha riacceso numerosi focolai nelle zone di frontiera prima e a Montevideo poi. La curva ha ricominciato a salire fino a superare i 200 casi attivi l’ultima settimana di luglio e raggiungere un picco di 239 casi attivi tra l’1 e il 2 agosto.

Ad oggi 1112 casi sono già stati risolti nel Paese e 186 persone affette dalla malattia. In Uruguay, attualmente, ci sono più pazienti recuperati che infetti. Tuttavia, gli ultimi focolai hanno causato un aumento dei casi attivi e per trovare cifre simili a quelle attuali bisogna risalire alle prime settimane di aprile.

Sono 13 i dipartimenti con casi attivi di coronavirus: Artigas, Canelones, Flores, Montevideo, Maldonado, Tacuarembó, Rocha, Rivera, Río Negro, Paysandú, San José e Treinta y Tres. 

Ad oggi ci sono tre persone in terapia intensiva. Il ministero della Salute riporta che 253 infetti sono operatori sanitari, di questi, 198 sono già guariti, 54 sono ancora positivi e uno è morto.

La situazione ospedaliera per ora non è stata saturata e questo è uno degli obiettivi del governo di Montevideo, dato che consente di assistere efficacemente i pazienti e mantenere il tasso di mortalità molto basso.

Dall’inizio della pandemia il Ministero della Salute dell’Uruguay ha cercato di raggiungere 1.000 tamponi al giorno. La cifra è variata nel corso dei mesi. Il 4 agosto è stato raggiunto il numero massimo di test giornalieri: 3.254.

Il Ministero ha diffuso a fine luglio un profilo per età e sesso degli uruguaiani infettati da coronavirus. Il rapporto mostra come le donne uruguaiane siano state contagiate più degli uomini e come i giovani siano il gruppo che si è ammalato di più.

Dei 37 uruguaiani morti per via di Covid-19, la maggior parte degli uomini, di Montevideo e nella fascia di età compresa tra i 60 ei 70 anni.

Il coronavirus ha raggiunto 18 dipartimenti del Paese. La Florida, a circa 100 Km da Montevideo verso l’interno del Paese, è l’unico dipartimento che non ha ancora registrato casi COVID-19. Al di là del numero assoluto di casi attivi, l’incidenza del virus è stata maggiore a Rivera e Treinta y Tres, due dipartimenti al confine con il Brasile, che a Montevideo, dove invece si è registrato il maggior numero di casi in assoluto.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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