L’Ungheria verso l’acquisto di armi USA

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 20:41 in USA e Canada Ungheria

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LUngheria ha firmato,mercoledì 12 agosto, una dichiarazione dintenti per acquistare un lotto di missili per la difesa aerea dal produttore di armi statunitense Raytheon Technologies. È quanto ha riferito lagenzia di stampa statale ungherese MTI, citando le dichiarazioni del ministro della Difesa, Tibor Benko. L’operazione, del valore di circa 1 miliardo di dollari, sarà gestita attraverso il programma Foreign Military Sales e si concluderà entro la fine di settembre.

L’Ungheria ha da tempo promesso di aumentare la sua spesa militare, che, come in molti Paesi della NATO, rimane ben al di sotto dell’obiettivo dell’alleanza, fissato al 2% del Pil. Gran parte dellequipaggiamento militare dellesercito ungherese risale ai tempi del comunismo. In tempi recenti, tuttavia, Budapest ha acquistato nuovi carri armati dalla Germania e sta rinnovando le sue capacità aeree. Nel corso del 2019, lUngheria è emersa come il maggior acquirente di armi della Germania.

 Il governo del primo ministro, Viktor Orban, si è impegnato a concentrarsi sulla spesa militare molto di più rispetto ai suoi predecessori, che avevano come obiettivo prioritario la stabilizzazione economica. Il ministro della Difesa Benko ha ribadito la posizione del premier e ha sottolineato, il 12 agosto, che i tempi sono cambiati. “Vediamo che la pace in cui viviamo è estremamente vulnerabile”, ha dichiarato, aggiungendo che si estende oltre il conflitto armato e riguarda anche i casi di guerra ibrida, come in Crimea. La regione, annessa dalla Russia nel 2014, è una delle ragioni per cui gli alleati occidentali hanno criticato l’Ungheria, giudicata troppo vicino a Mosca. Orban si è battuto più volte affinché le sanzioni occidentali contro la Russia venissero allentate.

Riguardo alla vendita di armi, il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, aveva annunciato, in conferenza stampa con il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, nel febbraio 2019, che i due Paesi stavano discutendo dell’approvvigionamento di sistemi di difesa aerea americani.

L’amministrazione Trump ha più volte dichiarato di apprezzare le posizioni di Orban, soprattutto sul tema dell’immigrazione. Il simbolo della politica di Budapest è stato per diverso tempo la recinzione di filo spinato, costruita al confine con la Serbia per bloccare l’accesso ai migranti. Tale costruzione ha ricordato a molti il muro che il presidente Trump voleva costruire al confine meridionale degli Stati Uniti e che ha rappresentato uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. A sottolineare l’intesa tra i due leader, Steve Bannon, ex consigliere di Trump, una volta ha dichiarato che Orban era un “Trump prima di Trump”. “Siamo orgogliosi di essere al fianco degli Stati Uniti nella lotta contro l’immigrazione clandestina e il terrorismo”, aveva riferito Orban, dopo un incontro nello Studio Ovale, il 13 maggio 2019. “Proteggeremo e aiuteremo le comunità cristiane in tutto il mondo”, aveva aggiunto.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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