Libia: Sayala incontra l’ambasciatore italiano a Tripoli, focus su immigrazione

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 20:17 in Immigrazione Italia Libia

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Il ministro degli Esteri del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Mohamed Sayala, ha avuto un colloquio con l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino, durante il quale i due hanno passato in rassegna i trattati italo-libici e parlato delle strategie per affrontare la questione dellimmigrazione clandestina.

Secondo il quotidiano The Libya Observer, per quanto riguarda la revisione dei trattati, il ministro e lambasciatore hanno discusso soprattutto dell’autostrada che collega la località di Ras Ajdir, vicino al confine con la Tunisia, con la città di Musaid, al capo opposto del Paese, in prossimità della frontiera egiziana. Le parti hanno ripreso in mano il trattato firmato tra Roma e Tripoli sul progetto infrastrutturale e hanno valutato a che punto sono i lavori.

L’ambasciatore italiano, da parte sua, ha confermato che le relazioni bilaterali tra Italia e Libia rimangono forti e ha affermato che i due Paesi continueranno a collaborare soprattutto per affrontare il fenomeno dell’immigrazione illegale.

Il 12 luglio, Sayala aveva avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Affari Esteri italiano Luigi Di Maio. I due avevano discusso del coordinamento in materia di immigrazione e degli sviluppi politici e militari sul campo. Secondo una dichiarazione dell’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri di Tripoli, Siala aveva messo al corrente l’Italia delle recenti misure intraprese dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) per contrastare l’immigrazione illegale, ovvero l’apertura di un centro per monitorare il flusso di migranti clandestini tra Libia e Malta e altri meccanismi simili. I due ministri avevano poi discusso del contributo e della cooperazione dell’Italia sul tema e avevano valutato la possibilità di mettere in campo nuove iniziative per rafforzare il ruolo di Roma al riguardo.

In particolare, l’Italia e la Libia sono impegnate da mesi nelle modifiche al Memorandum d’Intesa sull’immigrazione, attualmente in fase di rinegoziazione. Il Memorandum d’Intesa fra Roma e Tripoli era stato firmato il 2 febbraio 2017 nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, al contrasto dell’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle frontiere. I firmatari dell’accordo erano stati l’allora presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e il premier del GNA, Fayez al-Sarraj. Il documento era stato raggiunto nell’ambito della crisi europea dei migranti, quando a sbarcare sulle coste italiane erano decine di migliaia di uomini, donne e bambini, ha una durata triennale e si rinnova automaticamente 3 mesi prima della scadenza, in assenza di indicazioni diverse.

Nel quadro del conflitto libico l’Italia sostiene, insieme a Qatar e Turchia, il GNA di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite e guidato dal primo ministro, Fayez al-Sarraj. Dalla parte del comandante Khalifa Haftar, invece, uomo forte del governo di Tobruk, sono schierate Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia, Giordania e Francia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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