Il governo boliviano ritarda l’approvazione del farmaco russo Avifavir

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 6:20 in Bolivia Russia

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La produzione e l’uso in Bolivia del farmaco russo Avifavir contro il COVID-19 non è stato ancora approvato dal governo transitorio di Jeanine Áñez a causa della mancanza di prove scientifiche sulla sua efficacia, riferiscono i media locali.

“Non ci sono prove scientifiche da studi clinici approvati e completi che dimostrino l’efficacia e la sicurezza dell’uso di Avifavir per il trattamento del COVID-19”, riferisce il quotidiano Los Tiempos, citando un rapporto dell’Agenzia statale del farmaco (Agemed ) del Ministero della Salute.

Il rapporto è stato pubblicato una settimana dopo l’annuncio a Mosca che la società russa Chromis – costituita dal Russian Direct Investment Fund (RFPI) e dal gruppo ChemRar – ha annunciato di aver firmato un accordo con la società farmaceutica boliviana Sigma per la produzione di Avifavir nel paese sudamericano.

Avifavir sarebbe stato distribuito da Sigma inizialmente in sette paesi dell’America Latina: Argentina, Bolivia, Honduras, Paraguay, El Salvador, Uruguay ed Ecuador, secondo l’annuncio.

Sigma, che aveva annunciato l’intenzione di avviare la produzione su larga scala di Avifavir prima della fine dell’anno, non ha commentato immediatamente dopo la pubblicazione del rapporto di Agemed.

Secondo Los Tiempos, la Commissione Farmacologica Nazionale del Ministero della Salute avrebbe fermato il processo di registrazione e approvazione di Avifavir “nonostante ci siano decreti che stabiliscono un periodo di 48 ore per gestire l’importazione di medicinali destinati al trattamento di casi di coronavirus”.

Il quotidiano Página Siete ha pubblicato contemporaneamente una dichiarazione del ministro della Salute, Eidy Roca, in cui afferma che il governo “non autorizza ancora o promuove l’uso di Avifavir” perché il “protocollo per l’approvazione del farmaco non è stato ancora completato”.

La direttrice di Agemed, Eliana Caballero, ha dichiarato a Los Tiempos che la Commissione Farmacologica ha stabilito che con gli studi disponibili finora, non esiste una definizione precisa degli effetti collaterali del farmaco e non esiste una definizione di possibili interazioni farmacologiche.

“Le prove attualmente disponibili non consentono di formulare raccomandazioni sul trattamento specifico per il COVID-19” , ha affermato Caballero, aggiungendo che solo con l’approvazione della Commissione sarebbe stata eseguita la domanda di registrazione di Avifavir presentata da Sigma.

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme, riferendo che il subcontinente americano, così come l’Africa, si stanno rapidamente trasformando nei focolai di maggiore entità a livello mondiale. “Stiamo assistendo di fatto ad uno spostamento dell’epicentro della pandemia, dal vecchio continente alle Americhe. Dopo l’aumento esponenziale dei casi in Brasile, nelle ultime settimane si è registrato un aumento progressivo di casi anche negli altri paesi della regione, tra cui Cile e Perù”, ha dichiarato il responsabile delle emergenze sanitarie dell’OMS, Miike Ryan.

Il Brasile resta il Paese del subcontinente più colpito dalla pandemia e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti. Preoccupante anche la situazione del Messico, al terzo posto a livello globale per numero di vittime.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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