Gli USA elogiano Taiwan per sanità e democrazia

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 10:51 in Cina Taiwan USA e Canada

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In visita a Taiwan, il segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, ha elogiato la risposta taiwanese al coronavirus, criticando invece, quella cinese, e ha reso omaggio alla democrazia del governo di Taipei, o Repubblica di Cina (ROC), l’11 agosto e il 12 agosto.

Durante la sua visita ufficiale, iniziata lo scorso 9 agosto, Azar ha affermato che se l’emergenza coronavirus fosse scoppiata a Taiwan o negli USA sarebbe stata contenuta facilmente, attivando un sistema di comunicazione e condivisione. Al contrario, Pechino avrebbe evitato di diffondere informazioni, “mettendo il bavaglio” a quei medici che per primi avevano lanciato l’allarme.  Di conseguenza, la Cina non avrebbe consentito una risposta efficace a livello globale. Azar ha ribadito che il Partito comunista cinese (PCC) ha avuto l’opportunità di collaborare con gli altri Paesi a livello internazionale ma ha scelto di non farlo e il prezzo da pagare per tale decisione si sta facendo sempre più alto. Per il segretario alla Salute statunitense, la Cina non avrebbe rispettato i propri obblighi internazionali e avrebbe tradito lo spirito di cooperazione necessario per tutelare la salute mondiale.

Taiwan, invece, è stata elogiata per l’efficace risposta all’emergenza sanitaria che, ad oggi, è costata all’isola 480 contagi e 7 decessi. Durante un discorso tenuto alla National Taiwan University College of Public Health, l’11 agosto, Azar ha affermato che il mondo dovrebbe riconoscere a Taiwan i traguardi raggiunti in ambito medico, anziché cercare di escluderla, come avvenuto nel caso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della quale non fa parte per volontà di Pechino che considera l’isola una sua provincia e non riconosce la ROC. Azar ha promesso che promuoverà “il modello Taiwan” a livello internazionale e il Paese come un partner affidabile in materia di sanità.  

Il 12 agosto, Azar ha poi visitato il mausoleo dell’ex presidente di Taiwan, Lee Teng-hui, scomparso lo scorso 30 luglio e ricordato, a Taiwan, come il leader che ha guidato la ROC durante la sua transizione democratica. Pechino, invece, lo ha definito “il padrino del secessionismo Taiwanese”. Azar ha lasciato un messaggio di condoglianze per Lee con su scritto: “L’eredità democratica lasciata dal presidente Lee favorirà sempre le future relazioni tra Taiwan e gli USA”.

Il segretario alla Salute statunitense è arrivato a Taiwan lo scorso 10 agosto, iniziando la visita di più alto livello di un funzionario americano a Taipei dal 1979, nonché dall’approvazione del Taiwan Travel Act del 16 marzo 2018, una legge che consente e incoraggia visite di alto livello tra Washington e Taipei, considerata un importante passo in avanti nei legami bilaterali, nonostante i due Paesi non intrattengano relazioni diplomatiche formali. Nello stesso anno, Washington aveva anche aperto a Taipei l’American Institute in Taiwan (AIT), che funge da sua ambasciata de facto nell’isola. Nonostante sia stata avanzata l’ipotesi che la sua visita sia stata una mossa politica in vista delle prossime elezioni presidenziali statunitensi, Azar ha ribadito che il suo scopo è quello di sostenere Taiwan e la sua partecipazione alla comunità internazionale della salute e, per questo, si tratta di una questione di sanità.

Dal canto suo, già dal 5 agosto, Pechino aveva aspramente criticato la scelta di Washington e si è ripetutamente opposta alla visita di Azar. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, aveva affermato che la questione di Taiwan è l’aspetto più importante nelle relazioni sino-americane che si basano proprio sul principio di “una sola Cina” . Per tali ragioni, Wang aveva esortato gli USA ad interrompere ogni forma di scambio con Taiwan, evitando di inviare segnali fuorvianti alle forze indipendentiste dell’isola, in modo da non danneggiare seriamente le relazioni bilaterali con Pechino e la stabilità dello stretto di Taiwan.

Il 10 agosto, Azar ha incontrato la presidente avversa a Pechino della ROC, Tsai Ing-wen, con la quale ha ribadito l’importanza della cooperazione bilaterale. Nella stessa giornata, però, il Ministero della Difesa taiwanese ha dichiarato che aerei da combattimento cinesi hanno brevemente attraversato la Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, prima di essere allontanati da aerei militari taiwanesi, compiendo una rara infrazione del limite posto su tali acque.

Per Pechino Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, secondo il principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC), formatosi nel 1949 in seguito alla vittoria comunista. Tuttavia, a Taipei è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, però, ha affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico della RPC, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Gli Stati Uniti dal primo gennaio 1979 avevano riconosciuto ufficialmente il governo della RPC di Pechino, chiudendo la propria sede diplomatica da Taipei. Nonostante ciò, Washington ha legami informali con l’isola dal punto di vista culturale e commerciale ed è anche il suo maggior fornitore di armi. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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