Coronavirus: i dubbi sul vaccino russo

Pubblicato il 12 agosto 2020 alle 6:31 in Russia

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La Russia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare un vaccino contro il coronavirus, nonostante non siano ancora stati completati tutti i dovuti test clinici. La corsa di Putin solleva preoccupazioni sul fatto che Mosca sia disposta a saltare alcune fasi degli studi per ottenere punti a livello internazionale e guadagnare consensi politici.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato, martedì 11 agosto, lo sviluppo del primo vaccino che offre “un’immunità sostenibile” contro il coronavirus. Questa mattina, per la prima volta al mondo, è stato registrato un vaccino contro il Covid-19 in Russia, ha dichiarato durante una videoconferenza, trasmessa in diretta tv, con i ministri del governo.

Il Ministero della Salute ha dato l’approvazione normativa per il vaccino, sviluppato dall’Istituto Gamaleya di Mosca, dopo nemmeno due mesi di sperimentazione sull’uomo e meno di 38 volontari sottoposti ai test. Tra questi, ci sarebbe anche la figlia di Putin che, secondo le parole del presidente, ha risposto bene alla vaccinazione.

L’annuncio arriva nonostante le avvertenze dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che, la scorsa settimana, aveva chiesto alla Russia di non allontanarsi dai metodi usuali per testare la sicurezza e l’efficacia di un vaccino. Martedì 11 agosto, lente internazionale è tornato a ribadire la sua posizione, affermando che qualsiasi timbro di approvazione dell’OMS su un possibile vaccino contro il COVID-19 richiederà una rigorosa revisione dei parametri di sicurezza. “Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie russe e sono in corso discussioni sulla possibile pre-qualificazione del vaccino da parte dell’OMS”, ha riferito ai giornalisti, da Ginevra, il portavoce dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, Tarik Jasarevic, durante una conferenza stampa online. “Tuttavia, una simile designazione includerà lattenta revisione e valutazione di tutti i dati di sicurezza ed efficacia richiesti”, ha aggiunto.

Sebbene Putin abbia dichiarato che il vaccino funziona abbastanza efficacementee che ha superato tutte le prove necessarie, l’ente scientifico russo che lo ha sviluppato, l’Istituto Gamaleya, deve ancora condurre i test di Fase III su decine di migliaia di volontari, attraverso studi altamente controllati. Si tratta di un processo che è considerato dalla comunità scientifica come l’unico metodo in grado di garantire che un vaccino sia effettivamente sicuro ed efficace. In tutto il mondo, più di 30 vaccini, su un totale di oltre 165 in fase di sviluppo, stanno ora affrontando i vari step della sperimentazione sull’uomo. Nello specifico, le prove sui volontari umani si dividono in tre fasi e ogni vaccino, prima di essere approvato per un uso diffuso, deve essere in grado di superarle tutte. Le prime due testano il preparato su gruppi relativamente piccoli di persone, per vedere se provoca danni o stimola il sistema immunitario. L’ultima fase, nota come Fase III, confronta il vaccino con un placebo, sperimentandoli su migliaia di persone. Questo step è l’unico che permette di sapere con certezza statistica se il vaccino previene un’infezione. In più, poiché si sta testando un gruppo di candidati molto ampio, attraverso lo studio è possibile rilevare effetti collaterali più sottili rispetto ai test precedenti. La Food and Drug Administration, negli Stati Uniti, sostiene che un nuovo vaccino contro il coronavirus dovrebbe essere almeno il 50% più efficace di un placebo per essere approvato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che mantiene un elenco completo delle sperimentazioni sui vaccini di tutto il mondo, ha affermato che, nella versione aggiornata della lista, non esiste alcuna prova della Fase III del vaccino russo.

Il ministro della Salute russo, Mikhail Murashko, ha rivelato che il Paese avvierà una campagna di vaccinazione di massa in autunno, iniziando, fin da adesso, a testare insegnanti e operatori sanitari, secondo quanto specificato l’11 agosto. I regolatori occidentali hanno più volte sottolineato che nessun vaccino sarebbe stato disponibile su larga scala prima della fine dell’anno. L’annuncio della Russia, che si colloca molto prima di quel limite temporale, potrebbe diventare un simbolo di orgoglio nazionale e fornire un sostegno a Putin, i cui indici di popolarità sono diminuiti costantemente sotto il peso della pandemia e di un’economia vacillante. A dimostrazione del sentimento nazionalistico che potrebbe risvegliare una simile scoperta, il nuovo vaccino è stato chiamato “Sputnik”, come il primo satellite artificiale terrestre, mandato in orbita dall’Unione Sovietica, nel 1957.

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Chiara Gentili

di Redazione

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